Le ultime raccomandazioni del presidente Napolitano

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Il presidente Napolitano ha confermato, nell’occasione del suo messaggio di fine anno, le dimissioni imminenti e, nella veste inedita del buon padre di famiglia, ha raccomandato che ciascun cittadino si senta investito del compito della partecipazione alla vita pubblica.

E’ la prima volta che Napolitano sollecita il contributo dei cittadini e non risparmia critiche alla politica e alle istituzioni, la cui massima espressione, il parlamento, è ricorso allo stratagemma della rielezione del presidente nel 2013, essendo incapace, in quel momento, di esprimere una personalità adeguata e condivisa. A giudicare dal gran lavorio pubblico e, presumibilmente, privato, anche questa occasione di confronto delle parti politiche sarà molto laboriosa.

I due grandi elettori, Berlusconi e Renzi, esposti a manovre e ritorsioni, saranno insidiati negli schieramenti di appartenenza, che appaiono sempre più frammentati e volubili. Quasi tutti i parlamentari, in effetti, manovrano per sé stessi, non per un’Italia migliore, con l’aggravante che la politica esprime le istituzioni, i cui rappresentanti, incuranti del ruolo, proseguono l’attività manovriera in altra sede, con maggiori mezzi a disposizione. Rimane la legge. Ma anche il principio di legalità, sia in senso tecnico che in senso lato, è fortemente pregiudicato.

La vicenda Seat è emblematica, ma non unica. La barbarie si diffonde e gli operatori più impegnati vivono sgomenti la realtà quotidiana della giustizia e lanciano allarmi che nessuno raccoglie.

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