Le domande suggestive di Lilli Gruber

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Non sappiamo se la domanda suggestiva, ampiamente impiegata da Lilli Gruber nel suo apprezzato talk show serotino, faccia parte del corredo tecnico di La 7 e l’uso costituisca più un obbligo dei conduttori, che una loro scelta personale. Ma sappiamo cosa è una domanda suggestiva e non riteniamo che un giornalista possa ricorrervi con la frequenza cara alla stimata conduttrice. Pena la legittima accusa di parzialità.

La domanda suggestiva implica, infatti, in via presupposta, la presenza di un elemento negativo nel quesito e impegna il teste (pardon, l’ospite) ad ammettere implicitamente tale elemento nella risposta. Il talk show non è un interrogatorio giudiziario, quindi l’ospite può eludere la domanda o contestarne la proponibilità, ma, in tal caso, il set televisivo produce un effetto negativo a suo carico. Se l’ospite è un politico, come normalmente avviene in casa La 7, la sua politica e la sua immagine personale ne risentono.

La Gruber è esperta di televisione e di “faccette” da schermo e, ammiccando magistralmente, non manca di accompagnare la previsione della risposta alle domande. Non giunge al punto di dire all’ospite: risposta sbagliata. Ma poco ci manca, perché lo fa dire all’ospite di sostegno, che in linguaggio teatrale si chiama spalla. Rispettosamente, la spalla esegue, consapevole che l’insoddisfazione delle attese della pretenziosa conduttrice potrebbe alienargli le sue simpatie, riducendo le ospitate (e magari, se corrisposti, i gettoni di presenza).

Gli strali antigovernativi, al tavolo della Gruber, si sprecano. La linea mondialista è stata adottata dal Corriere della Sera a gestione Cairo (incline a sostenere anche i vagiti cattomondialisti del Berlusconi novello democristiano), ma la lezione di mondialismo (e di connessa lobby assai riservata) alla Gruber non si può insegnare. Casomai, la professoressa è lei, frequentatrice di ambienti ricchi ed influenti, quanto segreti.

La Gruber risponde anche a qualche domandina (di solito ben poco insidiosa, ma utile alla linea del giornale) dei lettori di 7, settimanale del Corriere della Sera. Forse per arricchire il cachet. Le risposte non sono un granché. E’ più abile in televisione. Ma le vignette della sua pagina meritano di essere segnalate, per la bravura dell’autore e la velenosità del contenuto. Forza Gruber.

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