l’Azione di Calenda

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Calenda ha sciolto la riserva sul nome della sua creatura e ha costituito – lui dice con numerose altre persone – il partito di sentore repubblicano, chiamato Azione in omaggio al Partito d’Azione.

L’iniziativa non vuole essere concorrente con il Pd e con Italia Viva, nelle dichiarazioni di Calenda, a cui, nei sondaggi, è stato subito attribuito un certo interesse popolare. Meno generoso è stato Gianfranco Vissani, noto cuoco tradizionale con ristorante in Umbria, che non prevede un grande successo dell’iniziativa e di Calenda ha detto alla Verità: “quell’altro pariolino che se n’è andato … è sempre incazzato” e nulla di più 

C’è da dire che, incazzato o meno, Calenda riscuote una notevole attenzione da parte di giornali e televisioni, ingiustificata dai numeri, almeno finora, e piuttosto sgradita al Pd, almeno finora.

L’iniziativa, nel solco della tradizione repubblicana lamalfiana, vuole essere colta, capace e impegnata nell’economia di impresa. Calenda, infatti, non perde occasione per rivendicare i successi del suo impegno ministeriale allo Sviluppo Economico. A giudicare dalla persistenza di “tavoli” irrisolti, che assicurano buoni guadagni ai commissari e grame prospettive ai dipendenti, il successo della sua attività di ministro sembra più decantata, che altro.

Ora, si sta aggiungendo alle critiche di incompetenza anche la sua partecipazione alla questione ex Ilva-Arcelor Mittal, su cui le informazioni effettive sono frammentarie. E’ presto perfino per azzardare una previsione.

Se dovessimo, saremmo perfino meno generosi di Vissani, per un motivo molto semplice. L’inversione di tendenza in politica, così come nell’economia d’impresa, non può che venire da una serrata critica di sistema, che finora è mancata.    

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