Il lavoro sotterraneo di Renzi

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Delrio, maggiorente del Pd, non parla a Katia Tarasconi, consigliera regionale del Pd, figuriamoci se lui o gli altri pezzi grossi si possono impegnare al rilancio del partito. Che richiede impegno e dedizione, ai propri iscritti, così come, a maggior ragione, agli estranei, curiosi, magari polemici, ma potenziali elettori. Righetti e la De Micheli non si comportano diversamente, e non è una epidemia emiliana.

Nelle altre regioni vale la stessa regola del disimpegno, se non dell’arroganza vera e propria. E’ la terza/quarta generazione del partito, quella che ha ereditato la spocchia dei fondatori del dopoguerra, senza averne le qualità. Non è una sorpresa per Renzi, che ha rottamato i figli dei fondatori, sapendo che il partito di massa aveva fatto il suo tempo.

Renzi non aveva fatto i conti, però, con i fattori meno evidenti, ad esempio con l’influenza del denaro e con i veti incrociati, in cui è incappato nella stagione del referendum, quando si sono combinate improbabili alleanze a carico suo e della riforma costituzionale. Lui ci ha provato, non ci è riuscito e, ora, si è adeguato.

Noi diciamo da tempo che Renzi, dopo la sconfitta referendaria, ha deciso di  sottoporre il Pd ad una cura dimagrante, per costruirlo a propria immagine e somiglianza, e ripartire da lì, con il 10 per cento o poco più. Ora lo dicono anche altri, gli analisti abituati a ragionare in laboratorio, con le provette, invece che con i sentimenti e le emozioni della gente. Renzi, invece, senza essere un sociologo o uno psicologo, ha imparato sul campo le dinamiche del consenso e del voto, che non valgono per sempre, ma quel tanto che basta. Ed è lanciato sulla via della distruzione degli ultimi avversari.

Per costruire il Partito di Renzi, che si confronterà, senza fretta, con gli assetti vittoriosi nella nuova Europa. Gli esponenti della Commissione europea in carica non sono mai stati amici di Renzi e non hanno mai gradito le sue battaglie. Salvini e Di Maio stanno lavorando per sé stessi, non c’è dubbio, ma un poco anche per Renzi. Che ne trarrà vantaggio in seguito, a loro discapito.

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