Ladri di futuro

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I morti della tragedia ferroviaria del binario unico in Puglia e il debito pubblico centrale e periferico sono grandezze numeriche che richiedono esame congiunto. Insieme ad altri dati di interesse, soltanto apparentemente estranei alle tragedie che periodicamente investono il territorio nazionale, tra cui il risparmio e la distribuzione della ricchezza e del reddito.

Il paese sta crollando, ma il debito pubblico è cresciuto a dismisura.

Non ha finanziato opere pubbliche, infrastrutture materiali e immateriali necessarie allo sviluppo e, in alcuni casi, non pochi, come le tragedie dimostrano, alla stessa sopravvivenza dei cittadini. Significa che pochi si sono arricchiti a dismisura alle spalle dei molti, traendo vantaggio dalle posizioni di dirigenza politica, istituzionale e amministrativa.

Orribile ma vero. E continuano, complottando tra loro, avvalendosi di intermediari e conquistando pezzi di paese.

Sono ladri di futuro, del futuro dei nostri figli, che si realizzano in paesi teoricamente non più sviluppati dell’Italia, e del futuro del paese. La povertà, la disoccupazione, la sottoccupazione, la distribuzione del reddito mai così ineguale nel dopoguerra, le accumulazioni ingiustificate di patrimoni, il risparmio tradito, le evasioni avviate a paradisi fiscali non soltanto esotici, perché anche in Europa ci sono isole di connivenza, sono il riflesso di un’Italia contesa e spadroneggiata, debole e infiltrata. Che va salvata.

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