LA VACCINAZIONE E’ UN ATTO MEDICO, NON E’ UN ADEMPIMENTO BUROCRATICO


Abbiamo letto, su un sito che si occupa di  ricerca in oncologia integrata gestito dalla Associazione  per la Ricerca Terapie Oncologiche  Integrata ( ARTOI), vedi www.artoi.it, una raccomandazione per la somministrazione del vaccino anti COVID 19 nei pazienti oncologici che riteniamo utile diffondere.

Il prof. Massimo Bonucci, presidente della Associazione, dopo una ampia disamina della situazione sostanzialmente raccomanda: “riteniamo assolutamente indispensabile che la somministrazione del vaccino, qualunque esso sia, avvenga sotto la guida specialistica del medico che ha in cura e trattamento il paziente oncologico, al fine di tutelare al meglio la sua salute trovando la finestra temporale adatta che possa mantenere integro il percorso del trattamento integrato in oncologia.

La scelta di vaccinarsi è un dovere per tutto il personale sanitario, ma la decisione per alcune categorie di persone/pazienti spetta al medico che ha in cura questi soggetti fragili.

La presa di posizione chiarisce  due punti fermi e cioè che per il personale sanitario la vaccinazione  sia un dovere e per il paziente oncologico una scelta da fare con il medico specialista.

Noi riteniamo, quindi, che la vaccinazione sia un atto medico da svolgere ” con scienze e coscienza” mentre, di contro, che il piano di vaccinazione sia un atto di gestione amministrativa complesso ed articolato che ha, alla base, la disponibilità dei vaccini e, prima, la loro somministrazione alle categorie sanitarie ed ai pazienti fragili ospiti di strutture sanitarie.

In questo complesso quadro la proposta estemporanea del Senatore Renzi di vaccinare il personale scolastico crea solo confusione ed è anacronistico. Per ora non ci sono dosi di vaccino sufficienti e non si può ritardare l’attuale programma di vaccinazione che va monitorato e supportato nelle Regioni che, peraltro, oggi sono già in ritardo (ad esempio Lombardia e Calabria).

L’efficienza nella risposta del piano vaccinale sarà un dato molto importante nella valutazione del “rischio Italia”, poiché il raggiungimento di una adeguata copertura vaccinale, contestualmente all’individuazione di una responsabilità individuale nei comportamenti, sarà  uno dei primi criteri di riferimento per prevenire ben più gravi emergenze socio economiche.

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