La ronda di notte


I più anziani ricordano che, negli anni del dopoguerra, la ronda dei vari corpi militari o mista era consuetudine nelle città. In cui ancora imperversavano le bande di malviventi che avevano spadroneggiato negli ultimi anni di guerra. La ronda di solito camminava in mezzo alla strada a traffico zero.

Con l’avvento della 600 Fiat, infatti, la ronda è scomparsa. Si ripropone ora, in tempo di covid. Non tanto per proteggere i cittadini dai malviventi, ma per sanzionare i cittadini che non rispettano il coprifuoco, cambiano comune o regione e non indossano la mascherina.

 Abbiamo raccontato della signora fiorentina ammanettata e tradotta in caserma perché aveva affermato, magari maldestramente, il suo diritto a passeggiare senza mascherina. Nardella, qualche giorno dopo, ha elogiato pubblicamente i vigili impegnati nella repressione della stravagante signora.

Nel frattempo, il Pincio a Roma diventa terreno di scontro tra bande di chissà quali origini e la mafia nigeriana spaccia e prostituisce impunemente. Varie regioni del Sud sono occupate manu militari e non dalle ronde autorizzate.

Però abbiamo ancora negli occhi le immagini dei droni e degli elicotteri che inseguono – e perseguitano – gli ingenui che corrono sulla spiaggia o semplicemente prendono un po’ di sole dopo il lockdown. E arriva la notizia che il rispetto dei dpcm sarà garantito da una task force aggiuntiva di 70 mila agenti. E’ il Buon Natale del governo, claudicante ma fortissimo con i deboli.   

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