La ricetta di Cirino Pomicino per un’alternativa di governo


Cirino Pomicino, indimenticato esponente della Dc andreottiana, ha scritto al Corriere della Sera per suggerire al Pd e a Calenda “come costruire un’alternativa al governo attuale”. 

La sua ricetta è l’alleanza tra partiti diversi, come alternativa all’ammucchiata di democristiani e liberali, socialisti ed ex comunisti (che è, in sostanza, l’attuale composizione, ridotta all’osso, del Pd). E ricorda, Cirino Pomicino, di avere consigliato nel 2009 a D’Alema e Marini (detto il lupo marsicano) la separazione in casa, per favorire una proficua alleanza. Fu inascoltato.

Poi venne Renzi, che forse concorda con l’analisi di Cirino Pomicino, ma non ha i numeri per la scissione e nemmeno la forza, minata da vari fattori. Noi, meno esperti di Cirino Pomicino, non sappiamo se la sua ricetta, ancorata al quadro del Novecento, un altro mondo, possa funzionare ancora. Ma vediamo che il progetto è già in atto, con impulso da destra, e si sostanzia proprio nell’attuale governo. Che raccoglie moderati, meno moderati ed estremisti, nelle due componenti della coalizione, proprio come avveniva nei bei tempi rievocati dal nostalgico Cirino Pomicino.

E’ un esperimento anche per Salvini e Di Maio (meno naive di quanto si creda) e soltanto il tempo potrà dargli torto o ragione. Di certo, però, lo spazio per il quarto partito immaginato da Calenda non c’è. Se i due vice ministri non faranno grandi errori, potranno continuare a governare l’Italia a lungo. Anche perché il Pd continua ad essere schierato con il partito mondialista (copy right di Luciano Violante, onore al merito) contro il popolo italiano.  

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