La ricchezza distrutta di una nazione

Flag of Italy over cracked background

Il Governo sta lavorando per la “solida crescita reale”, auspicata da Paolo Savona, Ministro per gli Affari Europei, nel documento inviato alle autorità europee (la cui risposta è mancata o non è nota). L’opposizione extra parlamentare, costituita dal blocco di potere insediato nella dirigenza della Pubblica Amministrazione e in alcuni giornali, invece, tifa per il “tanto peggio, tanto meglio”. L’opposizione parlamentare, che avrebbe il potere e il dovere della proposta costruttiva, tace o parla a sproposito.

Cosa è successo in Italia negli ultimi 25 anni? Perché il Paese ricco di tradizioni culturali, agricole e industriali, iscritto di diritto nei primi posti della classifica mondiale dei Paesi industriali fino agli anni 90, è maltrattato nell’ambito dell’Unione Europea, di cui è stato cofondatore, ed è presentato dal circuito mediatico più diffuso nel mondo, stampa e televisioni, come il fanalino di coda dei Paesi civili? Financo oggetto della volgarità di una annunciata ispezione dell’Onu, sul tasso di rispetto dei diritti umani da parte dei cittadini italiani e delle istituzioni.

E’ mancato il governo del Paese, dalla metà degli anni 90 a oggi, per il bene dei cittadini. E, nel frattempo, il patrimonio nazionale è stato distrutto o sottratto, con la forza o con l’inganno. Ci riferiamo alle industrie pubbliche e private (Farmitalia, Montedison, Italsider/Ilva, Telecom, per citare le più note), per non parlare del settore alimentare (dalla SME alla Parmalat) e della moda, ora quasi tutta francese.

Un ruolo distruttivo importante è stato assolto da IRI ed EFIM, il cui debito ha costituito il pretesto dell’ondata di privatizzazioni e delle svendite (ancora da verificare), tra cui quella di Autostrade. Ma il contributo di “software” della distruzione è stato fornito dai parlamenti e dai governi che si sono avvicendati dal 1994 al 4 marzo scorso.

Ora è in corso un’altra partita, di cui si intravedono soltanto i prodromi e che si potrà cominciare a valutare sulla base degli effetti della legge di bilancio. E’ necessario, nel frattempo, il ripristino del rispetto dell’ordinamento economico, sistematicamente violato da operazioni illecite, sfuggite all’attenzione delle autorità di settore.

Non ci riferiamo soltanto agli esempi eloquenti dei dissesti di società quotate, tra cui Seat Pagine Gialle e Monte dei Paschi, che producono danni e perdite ed effetti anticoncorrenziali. Ci riferiamo alla diffusa opacità di sistema, che produce disfunzioni a cascata e governa l’assegnazione di ogni tipo di incarico. Ci riferiamo alla nebulosa dei crediti deteriorati bancari (noti anche come non performing loans), sottratti alla legittima analisi dei creditori (perfino per legge, come nel caso delle Banche Venete), che pesano sull’economia per almeno 300 miliardi. La ricchezza della nazione è stata abilmente distrutta e nessuno si è opposto.

 

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