La proposta di Morcone: facciamo lavorare gli immigrati. E’ caos.

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Mario Morcone, dirigente del dipartimento sull’immigrazione, ha avuto una bella pensata. Perché non far lavorare gli immigrati, invece di pagarli e basta! Non sembra la scoperta della ruota. Casomai quella dell’ombrello.

Invece di consentire che gli immigrati, a spese dello Stato, gironzolino per le città, ingrossino le fila della criminalità organizzata (fino a quando non saranno in grado di organizzare le proprie) o banalmente chiedano l’elemosina, impegnamoli nel lavoro.

Ovvio, un lavoro non particolarmente qualificato, nella agricoltura, nelle costruzioni, nei servizi sociali di prima necessità.

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Anche perché restituiscano una parte di quello che gli viene dato, oltre che in prevenzione di impegni perniciosi per la società che li ha salvati, in molti casi dalla morte, e accolti. Eppure, con gran dispitto di Morcone, che forse si aspettava il plauso della comunità nazionale, sono scoppiate le polemiche. Hanno cominciato la Lega e le intelligenze di Forza Italia, ben presto seguirà l’intendenza. Non risulta che gli intellettuali di Capalbio, impegnati nella critica della assegnazione di 50 – dicasi cinquanta – immigrati al “paese alto” e preoccupati di doversi integrare con loro, si siano pronunciati.

Asor Rosa, che lotta da tanti anni per l’affermazione delle elite che meritano il successo, intervistato dal Corriere della Sera e da Radio 24, ha sbarcato felicemente l’estate. Non gli accadeva dai tempi delle analisi spietate sulla schiavitù del bisogno di successo (degli altri). Le polemiche continueranno per qualche altro giorno. Poi saranno assorbite dalle vicissitudini della prossima stagione politica.

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