La ministra Bellanova vuole essere giudicata per quello che fa, siamo d’accordo

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Teresa Bellanova, neo ministra dell’Agricoltura, senatrice del Pd in quota renziana, è diventata celebre per il tweet di Capezzone sull’abito (vistosetto) che ha indossato per la cerimonia del giuramento al Quirinale.

L’ironia sull’abito si è trasformata in una guerra di religione contro Capezzone, felicemente assurto anche lui agli onori della cronaca per qualche giorno, e la Bellanova ne ha tratto il vantaggio della notorietà.

Ex bracciante agricola, studentessa autodidatta, la vittima di Capezzone si è presentata in gran forma a Otto e Mezzo, si è espressa bene e con misura sui temi proposti dalla Gruber (meno misurata di lei) e non ha fatto mistero che Renzi avrebbe preso a breve le distanze dalla segreteria e dal partito, per passaggi intermedi.

Prima il gruppo parlamentare – così arrivano i soldi – poi tutto il resto, tra cui dignità di comprimario (del Renzi in prima persona) al tavolo delle spartizioni, con Conte, Zingaretti e Di Maio.

La Bellanova ha dimostrato intelligenza politica, dichiarandosi impermeabile alle ironie e alle critiche che non riguardano le sue funzioni di neoministra. Lei conosce il mondo dell’agricoltura, sa quali sono le emergenze e i problemi e ha promesso interventi rapidi ed efficaci. Vorremmo un indirizzo e un referente per le segnalazioni, visto che l’interlocuzione con i destinatari dei suoi provvedimenti è stata sollecitata.

Non siamo in grado di prevedere se la Bellanova avrà successo come ministra e se le sue politiche per l’agricoltura saranno efficaci. Si vedrà in corso d’opera, non alla fine del mandato. Noi non mancheremo di fare la nostra parte.

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