La manovra del popolo

Il vicepremier Luigi Di Maio e i ministri del M5s si sono affacciati dalle finestre di palazzo Chigi per salutare il gruppo di manifestanti che stanno festeggiando davanti palazzo Chigi. "Ce l'abbiamo fatta", esultano.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il Governo giallo – verde, dopo le promesse mantenute sullo stop all’immigrazione, con la manovra ha segnato un altro punto a proprio vantaggio. Alcuni milioni di cittadini italiani, affamati e abbandonati a sé stessi dai precedenti governi, dalla staffetta Prodi – D’Alema in poi, tornano a mangiare e a sperare.

Il blocco di potere, costituito dai potentati economici, da spezzoni della dirigenza di Stato e da una parte dell’informazione, ha reagito, come sa fare meglio. Con l’irrisione, la denigrazione e la minaccia dello spread. La finanza globale per il momento osserva. Per la prima volta nella storia della Repubblica, come ha notato Travaglio, il Governo ha attinto al debito per dare ai poveri, e non al ceto abbiente. Un ceto abbiente e influente, costruito negli anni, che attraversa le istituzioni, in alcuni casi le incarna, e ne tradisce le funzioni. Non parliamo a vanvera, gli esempi non mancano.

Non entriamo nel merito della manovra, di cui non si conoscono ancora molti dettagli, a differenza di altri commentatori forniti di velina a vertice ancora in corso, quando sono trapelate le prime indiscrezioni. Crediamo che si possa fare di più sul fronte degli sprechi. Ma è anche vero che Roma non fu fatta in un giorno. La minaccia dello spread ovviamente non è archiviata. Ma confidiamo che il Governo si stia attrezzando anche su quel fronte. C’è stato il documento di Paolo Savona alle autorità europee nei giorni scorsi. Ci sono misure di contrasto in allestimento.

L’attribuzione del reddito di cittadinanza dovrà rispettare la logica dell’emergenza e non dovrà diventare un sussidio. Le offerte di lavoro dovranno essere effettive e dovranno essere accettate, pena la perdita del reddito. In altri termini, devono cambiare le “condizioni date”, su cui è stata costruita ad arte la politica economica italiana dal 1994 in poi.

Ce la farà il Governo? Noi riteniamo che ce la possa fare, a differenza della maggior parte degli analisti, intervenendo, però, sulle condizioni e sul metodo. Il nervosismo dell’opposizione (più esattamente, dell’ectoplasma dell’opposizione) segnala che anche dall’altra parte credono che la manovra e il Governo tengano.

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