La lettera del Nuovo M.i.l.l.e. (2/2009)


Il negoziato di Davos appena concluso suggella la crisi dell’economia reale consentita  dalla inconsistente  politica economica praticata nel mondo occidentale. Il ministro Tremonti ha il merito di averlo dichiarato prima di altri. È in crisi il modello di sviluppo subornato alle pretese incongrue dell’economia postindustriale, priva, almeno in Italia, di strutture e infrastrutture ed esposta alle spinte della speculazione e delle rapine. Nel generale bailamme si prefigura il nuovo ordine, per il quale non si propone un unico candidato. In Europa la leadership è contesa e l’Italia non sembra in corsa.

Il Nuovo M.i.l.l.e. non è depositario di formule salvifiche, né ritiene che alcuno lo sia, ma ha il coraggio e il merito della proposta politica, in un contesto di disaffezione diffusa per la rappresentanza politica. Il concorso dei cittadini, la denuncia delle inefficienze, il merito, la concorrenza effettiva tra le risorse migliori, imprenditoriali e professionali, l’avvicendamento della rappresentanza, il rispetto dovuto all’economia produttiva, sono le condizioni per la partecipazione italiana  alle scelte della politica europea e occidentale. Il cittadino informato, consapevole, propositivo, protagonista, è la condizione prima del rinnovamento italiano.

La rappresentanza politica meno qualificata, adusa alla cooptazione, teme il concorso e inibisce il rinnovamento. Ne sarebbe esclusa. Il Nuovo M.i.l.l.e. si rivolge infatti ai cittadini e alla rappresentanza qualificata per avere ascolto e partecipare. Storia ed esperienze consentono che l’ambizione venga coltivata. Antesignano, nella sua precedente configurazione, nella lotta contro gli sprechi della politica e della pubblica amministrazione, il Nuovo M.i.l.l.e. è attento alle amministrazioni locali, non meno che ai grandi temi della politica,  ha ampiamente e motivatamente criticato a Roma il “sistema Veltroni” e al sindaco Alemanno ha offerto con spirito di liberalità le capacità professionali dei suoi aderenti per denunciare al pubblico le inefficienze della macchina comunale realizzata dalle precedenti giunte.

Possono essere recuperate risorse preziose per la città. Il sindaco, se vorrà effettivamente segnare il cambiamento, consentendo ai cittadini romani di verificare le promesse della campagna elettorale, riceverà la delegazione del Nuovo M.i.l.l.e., formato da molti giovani fiduciosi, ascolterà i suggerimenti, offrirà le debite informazioni e smantellerà, in piena trasparenza, il sistema di potere clientelare costruito dai predecessori.

Il Nuovo M.i.l.l.e. ha progettato un osservatorio qualificato sui servizi, sulle caratteristiche  e sulle carenze della città, che potrà essere riprodotto in altre città, in altri territori. Il patrimonio pubblico cittadino sarà una risorsa produttiva, destinata a quella trasformazione di utilità generale che, allo stato, appare negata dalle inefficienze. Roma sarà bella, ordinata, pulita, se il sindaco vorrà. La città non può esprimersi in uno sviluppo disorganico, avulso da un progetto più ambizioso, più ampio, inclusivo del sistema paese, sia pure  federale, se i cittadini italiani vorranno,  ma uno nelle  attese e nell’impegno di realizzazione. Politica, amministrazione, giustizia, le funzioni di governo della società, partecipando alla visione complessiva, concorrono all’impegno.

I cittadini hanno il compito di stimolare le funzioni con il potere di critica e di proposta riconosciuto dall’ordinamento. Il Nuovo M.i.l.l.e. chiede in particolare ai ministri Brunetta e Alfano e al sindaco Alemanno di costituire, ciascuno per le proprie competenze, un ufficio di collegamento con i cittadini, e si rende disponibile per recepire e vagliare le istanze degli aderenti e della cittadinanza che vorrà riconoscersi nell’iniziativa, allo scopo di contribuire proficuamente al dialogo tra rappresentanza ed elettorato, allo sviluppo della democrazia partecipativa e liberale e al sostegno  degli esponenti più qualificati nelle scelte di politica nazionale, comunitaria e internazionale.

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