Se la Lega resiste

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I principali fautori del ritorno di Salvini in Forza Italia stanno curiosamente a sinistra, nel Pd memore dei fasti dei governi di programma. Se Salvini torna a casa (se mai Forza Italia è stata la casa della Lega), il Governo Conte potrebbe contare i giri. E i Cinque Stelle (non tutti) potrebbero guardare concretamente a sinistra, affezionati, come sono, alle emozioni del potere. Cambiando la regola dei due mandati, così come, da tempo, hanno abbandonato il principio dell’”uno vale uno”.

Ma Salvini non è così ingenuo da lasciarsi abbindolare dalle suffragette berlusconiane, tra l’altro già in lite tra loro per l’eredità del capo. Le suffragette sono destinate alla scomparsa politica, e Salvini resiste perché la natura è dalla sua parte. Lo separano da Berlusconi 40 anni di anagrafe e anni luce di politica.

Forza Italia è in preda al revisionismo, sotto le mutate spoglie di un europeismo di maniera, che altro non è che una strizzatina d’occhio ai signori del denaro, rappresentati ora in Italia dal Gruppo Corriere della Sera, molto meglio – bisogna dire – di quanto non abbia fatto in passato il Gruppo Repubblica. Dopo tante liti, Berlusconi e De Benedetti convergono verso lo stesso lido, ma gli epigoni di Berlusconi, Cairo in testa, sono più attendibili degli epigoni di De Benedetti, tutto sommato più familista ed egocentrico del suo antagonista di sempre.

La forza della Lega è il buon governo delle regioni e dei comuni, la preparazione almeno amministrativa dei suoi principali esponenti, la sensibilità per i temi del momento, sicurezza interna in primis, contro cui le armi della concorrenza sono spuntate.

Se Salvini resiste alle lusinghe e alle minacce, la Lega potrà essere il partito di maggioranza relativa del prossimo Parlamento, quale che sia la data delle elezioni. Dovendosi confrontare con due ectoplasmi, il Pd rispolverato e il M5S ridimensionato dagli insuccessi di governo. Cosa farà Conte è un’altra questione che tratteremo più in là.

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