La Lega non deve rispondere delle malversazioni in suo danno

(ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Il dibattito sul sequestro dei conti della Lega è stato alimentato dalla decisione del Tribunale del Riesame di Genova di procedere, in accoglimento del ricorso della Procura. L’esecuzione del sequestro potrebbe essere drammatica per la Lega, privata delle risorse necessarie allo svolgimento dell’attività politica. Tutta la stampa se ne è occupata e continua a occuparsene, con toni e orientamenti diversi.

Il Giornale ha pubblicato un articolo, a firma di Patricia Tagliaferri, che mette a confronto il trattamento giudiziario della Lega e della Margherita (in relazione alla sottrazione subita ad opera del tesoriere), per stabilirne l’uniformità o la difformità. Il legale della Margherita, l’avvocato Nicola Madia, intervistato, ha escluso la tesi della disparità di trattamento, in base alla considerazione che “la Lega ha consumato una truffa a vantaggio del partito, mentre Lusi a danno del partito”, che commentiamo. La motivazione appare semplicistica.

La Lega, in quanto partito, un’associazione, non può essere soggetto attivo di reato: può essere beneficiaria o vittima. L’avvocato Madia sostanzialmente afferma che la Lega è stata beneficiaria dell’illecito, commesso dalle persone sottoposte a processo penale. L’esserne (eventualmente) beneficiaria, tuttavia, non ne fa automaticamente la responsabile dell’illecito, non a fini di condanna penale, né a fini economici, restitutori, nella circostanza.

La cassa del partito potrebbe essere stata usata dai responsabili, a fini di procacciamento di vantaggi personali illeciti, come sembra che sia accaduto. Tanto è vero che non sono stati trovati quei soldi (procacciati con l’attività ritenuta illecita dall’Autorità Giudiziaria). Ciò la mette, quanto alla posizione processuale nell’ambito del giudizio penale, esattamente nella stessa posizione della Margherita, beneficiaria del finanziamento sottratto dal tesoriere a proprio vantaggio.

Il principio di diritto è fondamentale, perché la responsabilità penale può essere soltanto personale. Ciò non implica necessariamente che la Lega non possa risponderne a fini civili, all’esito, però di un processo ad hoc, informato a un diverso contraddittorio e a un diverso regime probatorio. Per assurdo, qualora il sequestro venisse eseguito, e quindi si concretizzasse un danno economico a carico della Lega, il risarcimento potrebbe essere preteso dall’attuale Segretario anche nei confronti dell’Ente erogatore del finanziamento contestato, che, all’epoca, non si sarebbe dimostrato, nell’assegnazione, particolarmente diligente. Sarebbe un notevole bailamme istituzionale.

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