La gaffe del sindaco filosofo


Massimo Cacciari ha dichiarato nel corso di una trasmissione radiofonica di successo che l’impegno progettuale di sindaco è gravemente pregiudicato dalle pressanti richieste dei cittadini per strade, servizi e rapporti civici e sociali, esprimendo il pensiero in un modo che i veneziani non hanno gradito. Si tratterebbe soltanto di una gaffe, perdonabile o meno, sta ai veneziani decidere, se Cacciari, così dicendo, non avesse comunicato un profondo senso di frustrazione per la mancata realizzazione della sua visione politica per Venezia e non avesse aggiunto che le responsabilità devono competere più alla persona che alla collettività.

L’esempio della signora scivolata sul ponte di Calatrava e da lui richiamata ad una maggiore attenzione è eloquente. Questi due temi rivestono carattere e interesse generale. Perché i cittadini del mondo che amano Venezia gradirebbero apprendere quanto Cacciari avrebbe fatto per Venezia, se avesse potuto, ma non ha potuto per l’incomprensione dei veneziani. Ma soprattutto perché il riferimento alla responsabilità personale suona più come autocritica revisionista che come addebito ai cittadini. Cacciari potrà svelare i suoi piani mancati per Venezia in una prossima trasmissione.

La revisione critica della mentalità collettivistica è più interessante, perché può contribuire a chiudere la stagione della irresponsabilità personale, coniugata alla carenza delle scelte di libertà personale delegate al partito di riferimento di Cacciari, e magari può anche spiegare il nuovo corso che gli illuminati pensatori dello Stato dominante e “visionario”, per fortunata esperienza della storia destinato al fallimento (come i progetti mancati del sindaco per Venezia), hanno in cantiere per gli italiani irriconoscenti di tanta dedizione.

Conversazioni
5 4 2011 - 17:16

Ho vissuto a Venezia per un periodo di qualche anno con Cacciari sindaco. Da cittadino vi dico: “primum vivere deinde philosophare”.

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