La disinformazione al potere


Milena Gabanelli ha fatto adepti. Adesso anche Antonio Caprarica sostiene che il coronavirus non è cinese. Lo ha detto a Stasera Italia, e nessuno degli interlocutori lo ha veramente contraddetto.

Siamo passati dalle accuse di creazione del virus nel laboratorio di Wuhan e dalle cause risarcitorie contro il governo cinese (non in Italia) alla discolpa degli scienziati cinesi. La Gabanelli ha additato un virus mutato in Germania. Caprarica ancora non ha chiarito.

 L’informazione sta dimostrando in questi mesi di emergenza, dapprima vera, ma affrontata male, poi presunta e affrontata altrettanto male, almeno in Italia, la sua potenza.

Il martellamento televisivo, la selezione degli ospiti, in effetti una compagnia di giro di circa 50 persone che si dividono tra i vari talk show giornalieri e settimanali, gli esperti (o presunti tali) che si contraddicono e, di volta in volta, diventano interessati o inesperti, hanno la meglio sulla notizia scientifica o clinica, che, a questo punto, non esiste, e il pubblico è disinformato, alla mercé delle fake news: dalle televisioni e dai giornali.

Il demiurgo dell’Informazione di Stato è Casalino, amato e odiato dai colleghi, sia quando vengono ignorati, sia quando vengono informati, che prendono con le molle i suoi messaggi diretti. Sui comunicati di Conte si è detto di tutto, con visibile soddisfazione dello stesso Conte e di Casalino, che siedono sull’informazione, sui mezzi e sul potere.

Visti gli effetti, McLuhan avrebbe la conferma della veridicità del suo noto principio che il mezzo (Casalino) è il messaggio (a prescindere dal contenuto).

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