La Destra dica quale capitalismo


Il silenzio della Destra all’opposizione sui temi che angustiano il Paese è assordante. Lega e Fratelli d’Italia criticano il Governo rimanendo sulla superficie. Forza Italia fa il pesce in barile, ma il ricordo della pattuglia di responsabili che, sotto l’egida di Alfano, andò in soccorso del governo Renzi è ancora troppo fresco per non pensare male. Anche se Taiani si affanna a negare qualsiasi inciucio.

Di fatto, le questioni nodali dellagiustizia e dell’economia, a cui si è aggiunta una sanità assente dai capezzali dei malati di covid19, erano ignorate prima della pandemia e ora stanno esplodendo. La Destra se ne dà pensiero? Non sembra. Di certo, non efficacemente.

Alle orecchie degli italiani non giunge nemmeno la denuncia delle cause delle disfunzioni di sistema. Una volta c’era la controinformazione, frequentata anche dalla Destra. Prima che andasse al governo e diventasse in parte corresponsabile dei mancati interventi.

Non c’è in Italia un economista o un giurista dell’economia che denunci l’attenuazione dei diritti soggettivi, mentre il divario tra i rentier e quelli che lavorano, nelle professioni e nelle piccole e medie imprese, aumenta. Di giorno in giorno. E, se manca la denuncia, manca anche la speranza che il pendolo possa invertire la rotta.

La Lega, invece, senza preavviso, ha invertito la rotta, per disputare la conquista del Centro ad altri trasformisti e ipotecare così la guida del Paese.

L’opposizione vuole riconquistare la fiducia degli elettori, alcuni dei quali prima votavano dall’altra parte? Dica cosa vuole fare per approdare ad una forma innovativa e competitiva di capitalismo, in cui il merito prevalga sul sopruso e sull’inganno dei cittadini.   

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