Inversione di rotta della Lega


Salvini ha cambiato linguaggio, ma la Lega sta cambiando politica e natura. Forse spingendo Salvini ai margini. La “nuova” Lega occhieggia al salotto buono della finanza globale, quella che Pannella chiamava il jet set, rinfacciandone ad Emma Bonino un eccesso di frequentazione.

La Lega cambia natura perché vuole andare al governo e, senza jet set, ora non si va da nessuna parte. Non ci sono state dichiarazioni di principio. Ci sono stati comportamenti.

Ad esempio, quello di Volpi, presidente del Copasir, rispetto alle iniziative della finanza francese in Italia. Dobbiamo ricordare che Cuccia, patron di Mediobanca per oltre 50 anni, negli Stati Uniti al seguito di Mattioli, presidente della Banca Commerciale, alla fine degli anni 40, assunse il compito di tenere le fila della finanza europea di concerto con i riferimenti della finanza francese, che, allora, era l’unica altra finanza che avrebbe potuto contare in Europa. Quella tedesca, che in seguito si è affermata con prepotenza, all’epoca non esisteva.

Cuccia, in esecuzione del suo compito, ha vegliato sui superstiti del capitalismo nostrano e ha contrastato le iniziative disallineate con le direttive dei suoi mandanti. A spese della piccola e media industria italiana, che, senza o poca Borsa Valori e senza o poco mediocredito, ha dovuto attingere al finanziamento di breve termine, con tutte le conseguenze che ne sono seguite e tuttora affliggono l’industria italiana. Nel corso degli anni, naturalmente, le industrie che facevano gola o semplicemente disturbavano il manovratore hanno cambiato padrone o sono scomparse.

La Lega sa bene tutto questo, e gli altri partiti non ne sono certamente a digiuno. La politica in Italia, così come in molti altri paesi occidentali, non riflette la classica distinzione di valori della tradizione o del progresso (in sostanza, della destra o della sinistra, che abbiamo conosciuto nel dopoguerra), ma l’allineamento con la finanza globale, i cui obiettivi geopolitici non sono dichiarati, o con i resti della nazione.

La Lega Nord è nata sotto i migliori auspici ed è finita rovinosamente. La Lega “di Salvini” si è ritagliata uno spazio concreto di azione politica, e ora, se l’analisi non viene smentita, inverte la rotta, altrettanto rovinosamente. Questa volta, per l’Italia, non per Bossi e le sue trote. 

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