Indagine su Salvini è conflitto di attribuzione

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L’avviso di reato del Tribunale dei Ministri a Salvini è una invasione di campo da parte di un potere dello Stato nei confronti di un altro, tecnicamente un conflitto di attribuzione, previsto dalla Costituzione e disciplinato dalla prassi e dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale.

Il principio della separazione dei poteri (risalente a Montesqieu)  impedisce ad un potere dello Stato di intervenire nella sfera di influenza di un altro potere. Se questo accade, il conflitto è deferito alla Corte Costituzionale dal potere che ritiene di avere subito l’interferenza e la Corte stabilisce se di interferenza effettivamente si tratta. Il ricorso alla Corte non è frequente, ma è aumentato negli ultimi anni.

La vulgata nazionale, influenzata dalla stampa mondialista, presenta Salvini come uomo cattivo, disumano, che, autonomamente, ha deciso di fare la guerra alle Ong e ai migranti per motivi elettorali. E’ pessima informazione, che ignora il diritto e il funzionamento della macchina statale, oltre al principio richiamato della separazione tra poteri, e pretende di sottoporre la scelta politica delle persone impegnate nello svolgimento della funzione (rappresentate dal Ministro Salvini, in questo caso) alla pretesa di esercizio di un potere (quello giudiziario) del tutto estraneo.

Per spiegarci meglio. Se la magistratura è un potere autonomo e gli altri poteri non possono intervenire nelle sue decisioni (i provvedimenti giudiziari), è vero viceversa, che la magistratura non può sindacare le scelte politiche, che non sono atti della persona, ma della funzione svolta, nell’ambito dell’Ufficio di appartenenza. Salvini, per dire ancora meglio, è Ministro del Governo Conte, che ha il compito della tutela degli interessi nazionali, in conformità al mandato affidato dagli elettori. Si chiama democrazia.

Il controllo sugli atti di governo, eventualmente conflittuali, affidato dalla Costituzione alla Corte Costituzionale, deve stabilire quale è il potere preposto al rispetto dei confini dello Stato, alla tutela degli interessi nazionali, al mantenimento dell’ordine pubblico, e così via, tutti compiti che esuberano dal potere di intervento giudiziario. Altrimenti, si dovrebbe consentire al Pubblico Ministero di sindacare gli atti di governo, al limite entrando a Palazzo Chigi con la Forza Pubblica per sequestrare documenti e arrestare persone. Si vede bene, come questo non sia consentito dalla Costituzione della Repubblica.

 

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