In politica enorme vuoto da riempire


ll nostro recente articolo sulle carte di Andreotti e Moro, e i precedenti su fatti avvenuti negli anni 80 e 90, apparentemente superati dalla storia, hanno suscitato la curiosità dei lettori, che ci hanno chiesto di spiegare. Lo facciamo volentieri.

Non si tratta di una mutazione di mission del giornale. Non siamo diventati storici della politica. Riteniamo, invece, che alcuni avvenimenti di quegli anni abbiano prodotto perduranti effetti politici e presentino tuttora interesse politico per le prospettive del Paese.

Per dirne una: il Governo Amato (anno 1992) voleva privatizzare il Credito Italiano, che, in quel momento, aveva in pancia una gran parte del credito immobiliare. La Banca d’Italia non gli agevolò il compito, tutt’altro. Chiave di lettura: l’organigramma del potere in Italia era cambiato e la politica doveva fare i conti con la Banca Centrale per ridisegnare il sistema bancario e finanziario.

Oggi, il sistema si è ulteriormente evoluto. La politica è largamente dipendente da banche e finanza. Mediobanca, negli anni 60, 70 e 80, si era assicurata il sostegno della finanza americana, garantendo un solido asse italo – francese, e quindi, all’epoca, uno stabile assetto europeo.

Con l’affermazione progressiva della finanza tedesca, l’asse mutò. Si consolidò il rapporto franco – tedesco, da cui l’Italia venne sostanzialmente estraniata. Con effetti disastrosi a carico del sistema italiano, certamente, ma anche a carico di Francia e Germania, che non possono competere da sole con Stati Uniti, da una parte, e Cina, dall’altra.

Tra l’altro, la Cina è pressocché monolitica e il Premier la controlla agevolmente, mentre negli Stati Uniti dialogano e, a volte, litigano vari poteri. Tra tutti, l’Amministrazione in carica e Wall Street, che allunga i suoi tentacoli all’industria americana. Non c’è più in America la separazione di un tempo tra finanza e industria, mediata dalla Federal Reserve.

L’Italia, in seguito alla disgregazione del sistema politico imperante fino agli anni 90, non è stata più in grado di partecipare agli eventi mondiali con voce in capitolo, e gli effetti si toccano con mano.

Il percorso del Paese è, in parte, tracciato, in parte è lasciato alla capacità di scelta, anche tattica, delle forze in campo. Che si estraniano sempre di più dal Paese per dedicarsi alle proprie esigenze, anche personali. Per questo la gente lamenta il difetto di rappresentanza politica. C’è un enorme vuoto da riempire. E, per il momento, non c’è il soggetto in grado di farlo. 

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