Il Trota passa dalla “supercazzola” alla cazzuola

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E’ così, tra il susseguirsi degli scandali domestici, e prima ancora del raggiungimento della piena maturità (è il caso di dirlo!) che si estingue l’astro nascente della galassia leghista. Il figlio dell’alfiere “celodurista”, che gli attribuì quel fenomenale soprannome, “il Trota”, che lo rese tanto ridicolo quanto famoso nello spietato agone satirico di stampa e televisioni. Ecce Homo, o meglio, ecco il ragazzo, tanto per andare almeno una volta fuor di metafora ittica.

Ma per questa colpa il papà Senatùr, ex leader indiscusso della Lega, forse chissà anche intenerito dall’arrancare del giovanotto negli studi (giusto per usare un eufemismo), si fece perdonare con un’elezione nel consiglio regionale lombardo, costata  più di 12.000 euro al mese ai contribuenti. Ma non sempre la discendenza genetica e una canottiera bianca, sommate alle maniere poco garbate, significano l’automatica trasmissione delle abilità politiche. E ci mancherebbe pure.

Poi i fatti della più recente cronaca hanno comportato quanto sapete e la promessa (mancata) è tornata mestamente a casa. Tutto finito dunque per il Renzo nazionale? Pardòn. Intendevo dire, cosa riserva il futuro alla Trota padana. Ed eccovi serviti.

Mentre sfogliavo “Il Giornale” del 3 maggio, ho notato un articolo in cui il buon Renzo dichiarava la sua intenzione di dedicarsi all’agricoltura o addirittura all’attività di muratore.

Adesso, in attesa di vederlo in una delle prossime edizioni de “LIsola dei Famosi” (ci scommetto) la questione sorge spontanea: alzi la mano chi andrebbe mai ad abitare in una casa tirata su da lui. No Renzino, pensaci bene prima di commettere altri errori, che potrebbero essere fatali a qualcuno. Non ricominciare dalla cazzuola, ma dai banchi di scuola.

Per le trasmissioni televisive ci sarà sempre tempo (sic!), ma per imparare che l’Italia è “Una” e “Indivisibile” e che il dizionario della lingua italiana non rappresenta un pericolo ma un utilissimo strumento da consultare spesso, invece, comincia ad essere un po’ tardi. Estendo il suggerimento anche ad altri “compagni di lotta” sperando che ne possano trarre giovamento. Anche noi ne saremmo molto soddisfatti.

 

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