Il ruolo dei radicali nel disegno mondialista


Marco Pannella, scomparso nel 2016, è stato un politico abile, colto e appassionato fin dai tempi dell’università, negli anni 50, essendo nato nel 1930.

E’ diventato famoso a 40 anni, come leader del Partito Radicale, con la campagna a favore del divorzio, introdotto con legge del 1970 e combattuto a lungo dalla Democrazia Cristiana, che perse.

L’altro suo successo, incerto fino all’ultimo e tuttora molto contestato, è stato l’aborto, sostenuto da lui e da un drappello di donne, arruolate nella circostanza, che si affermarono e diventarono note: una soltanto famosa, Emma Bonino, ancora oggi sulla cresta dell’onda malgrado la rottura con lui, Pannella, il suo mentore. Che, negli ultimi anni di vita, non le ha risparmiato critiche severe, senza dire mai quale fosse stata la ragione della rottura.

Solo una volta gli scappò che la Bonino si era lasciata sedurre dal jet set mondiale, non intendendo certo, con questo, vacanzieri e aristocratici. La Bonino non ha mai replicato, né spiegato, perché il rapporto personale e politico di 40 anni si sia frantumato.

Dopo l’aborto, l’ascesa politica di Pannella si è conclusa. Se non avesse avuto Radio Radicale (in cui ha brillato a lungo la stella di Massimo Bordin, autore e interprete della rassegna stampa migliore di sempre: Stampa e Regime), Pannella sarebbe scomparso dalla scena, malgrado le brillanti invenzioni mediatiche (tra le tante, il bavaglio in Rai) e il talento politico indiscutibile.

Nessuno dei tanti giovanotti cresciuti alla sua scuola è diventato bravo e famoso come lui. In proposito, sono fiorite leggende, che hanno alimentato pettegolezzi sessuali a forti tinte. Ma non è questo che interessa.

Mentre interessa capire perché il circo mediatico allestito per il divorzio e l’aborto abbia prodotto una fama e un consenso che, in seguito, hanno alimentato lo zoccolo duro del Partito Radicale: un misero due per cento, e basta.

Dopo la morte, si sono sprecati gli elogi pubblici, ma il sistema politico, sia della Prima che della Seconda Repubblica, lo ha respinto, timoroso delle sue capacità.

La nostra interpretazione, a posteriori, edotta anche dalla luce dei riflettori che continuano a illuminare la Bonino, forte per tanti anni della luce riflessa di Pannella e non di più, accredita il j’accuse di Pannella. Lei ha stretto con il salotto buono mondialista, lui no. Per quali ragioni e con quali implicazioni, lo diremo prossimamente.          

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