Il morale dei cittadini


La situazione sociale in Italia è esplosiva, per responsabilità del ceto dirigente. I cortei no-vax, ora, e le manifestazioni su chiusure e riaperture, prima, sono il sintomo.

La malattia è la noncuranza strafottente del ceto dirigente, non solo politico, per gli interessi nazionali e per il benessere dei cittadini. Che ripagano con odio e, appena possono, con i disordini di piazza. Un’occasione vale l’altra.

La balla dei Cinque Stelle, che sarebbero riusciti a convogliare l’odio dei cittadini in un percorso istituzionale, è smentita dalle manifestazioni, dalla dissoluzione dei grillini e dal loro spasmodico attaccamento al potere, a qualunque costo. Sulla pelle dei cittadini. Contro gli interessi e la storia del paese.

Certo, i Cinque Stelle sono in ottima compagnia. Non sono gli unici responsabili del precipizio in cui l’Italia si trova. Come dimostra, in ogni tornata elettorale, locale o nazionale, da molti anni, la ricerca degli elettori per il meno peggio, che non si trova.

Per questo il morale dei cittadini è a terra. Non per il covid – 19, che i cittadini hanno affrontato con la fiducia che i capi volessero il loro bene e fossero capaci di provvedere per il meglio. L’andamento dell’epidemia, delle cure mancate in casa, delle tante, troppe morti, della comunicazione contraddittoria sulla vaccinazione, ha dimostrato il contrario. Ne abbiamo scritto più volte.

E la fiducia si è trasformata in malessere sociale e odio per i capi. Che investono gli organi di informazione del compito di minacciare il ricorso alla forza. Indifferenti ai rischi e agli effetti.

I generali sanno bene che il morale delle truppe fa il cinquanta per cento delle battaglie. E quanto conta, per il morale, che i soldati sappiano che i generali sono con loro, che li guidino, che non li usino per abbandonarli, poi, al loro destino.

In Italia c’è stata, fino alla prima guerra mondiale, la strategia della carne da macello, che ha portato a Caporetto. Da cui l’Italia è uscita con la sostituzione dei generali responsabili del massacro e con la reazione dei soldati, tra cui gli Arditi si distinsero per valore e abnegazione. Subito dopo licenziati senza paga e senza prospettive, perché la struttura di comando valeva comunque poco nel confronto con i combattenti. E gli Arditi, temuti e non impiegati, si schierarono con D’Annunzio e Mussolini.

Il governo Draghi ha dato alcune prove di volersi distinguere dall’andazzo. Non basta, però, che i ministri siano “migliori”, come vuole la vulgata mediatica sul governo dei migliori, posto naturalmente che siano tali. Il che è tutto da dimostrare. E’ necessaria una struttura di comando che impieghi correttamente la “truppa”. Motivata dalla necessaria correzione di rotta, quando il comando ha provocato Caporetto.

Draghi è un economista eccellente, è stato allievo di Caffè. Se ricorda le lezioni di politica economica del suo maestro, sa che le premesse per la parità tra domanda e offerta, con tutte le implicazioni del caso, sono saltate da tempo, a favore di interessi spesso innominabili, che non vengono contrastati in sede politica, amministrativa e giudiziaria. Con l’effetto che le distorsioni di sistema producono sperequazioni e povertà. Altro che reddito di cittadinanza!

Per prima cosa, il governo deve (dovrebbe) mettere mano alle distorsioni, ripristinando la gerarchia dei valori nell’ordine concepito dai grandi giuristi del passato, dimenticati dai Tribunali. Se per caso non si è ancora capito, le distorsioni di sistema non sono casuali, deprecabili, ma ordinarie e inevitabili.

Riflettono malversazioni e, in non pochi casi, sono il frutto di infiltrazioni, conformi a progetti di lungo periodo. A cui non si reagisce reclamando la primazia dei salotti, come fanno le cosiddette élite che scrivono soprattutto sul Corriere della Sera e su Repubblica e chiacchierano in tv, ma ripristinando l’ordine giuridico e giudiziario. In cui si riflette l’ordine pubblico.

Se salta l’ordinamento, il rischio che i cittadini, prevaricati dal potere fine a sé stesso, corrano ai forconi, è molto concreto. Non serve mostrare la faccia feroce in tv, cari responsabili dell’ordine pubblico. Cominciate a fare ordine in casa vostra.        

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