Il messaggio di Mattarella

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Il Presidente Mattarella ha parlato agli italiani, puntualmente alle 20,30 del 31 dicembre, a reti unificate. Il messaggio è sembrato più “politico” del solito e ha riscosso consensi ampi, ma non unanimi. Qualcuno avrebbe voluto che il Presidente assumesse posizione rispetto agli eventi dell’anno, altri avrebbero voluto che i riferimenti fossero ancora più lievi, neutrali. E’ il bello della democrazia e della varietà di opinioni. Anche noi abbiamo la nostra.

Il messaggio è stato moderato, presidenziale, ma non sono mancati riferimenti all’attualità. Il Presidente ha parlato, in effetti, ad almeno due uditori: alla popolazione, che vuole vederlo e sentirlo, e questo è già un grande messaggio; alla comunità politica, che ha orecchie e sensibilità diverse e si sente investita (o disinvestita) dai toni più lievi, più sfumati, dai suggerimenti.

L’apertura sui social è stato il riconoscimento di un nuovo modo di comunicare e delle capacità tecniche specifiche necessarie (ottimamente adottate da Salvini e Di Maio), premiate dalle loro intuizioni, tradotte in impegni elettorali e in attività concrete, sia prima della manovra di bilancio (con il contenimento del fenomeno migratorio, che inquieta gli italiani), che dopo (con gli esperimenti di flat tax e di reddito di cittadinanza). Non sono mancati, nel messaggio, numerosi puntini di sospensione.

Il Presidente, l’anno scorso, ha detto agli italiani: scriverete voi la pagina delle elezioni e quindi sarete i fabbri del vostro destino; oggi, invece, non ha detto: aspettate prima di giudicare (né, ve la siete voluta). Ed effettivamente, se fosse entrato nel merito della manovra e delle prospettive, avrebbe esuberato da suoi compiti, visto che ad un Presidente, in pubblico, non è concesso di esprimere una semplice opinione. Perché, comunque, le sue parole sono destinate a influenzare gli umori dei cittadini e della comunità politica.

Noi, però, avremmo gradito che Mattarella facesse un riferimento, magari scontato nella teoria, ma che nella pratica non lo è, al funzionamento, corretto, puntuale, verificabile, delle Istituzioni. Lo sosteniamo da tempo e cogliamo l’occasione per ribadirlo. Il funzionamento delle Istituzioni è claudicante e intermittente. Deve essere corretto. E l’impegno dichiarato del Presidente Mattarella, in tal senso, sarebbe prezioso e apprezzato dagli italiani.

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