Il NuovoMille intervista il Sen. Stefano De Lillo


Domanda: Il Nuovo M.i.l.l.e., in assoluta coerenza con il precetto costituzionale del primo ed ultimo comma dell’articolo 118, fonda la sua azione politica sul principio di sussidiarietà. Troppo spesso però i partiti trascurano questo criterio di partecipazione democratica, disincentivando ed escludendo la società civile dalla partecipazione liberale e democratica alla realizzazione degli interessi generali del Paese. In che misura viene considerata dall’attuale ceto politico, di cui lei è autorevole esponente, l’impegno sussidiario dei cittadini alla politica attiva?

Risposta: Per noi che facciamo politica nel Popolo della Libertà, il termine sussidiarietà è la forma più
moderna del termine libertà. E’ quasi un sinonimo rafforzativo del termine libertà. E deve essere alla base del nostro agire politico in ogni livello di responsabilità. Lo Stato deve lasciar fare ai cittadini, al terzo settore, al volontariato, ciò che sanno fare bene e intervenire solo dove essi non arrivano. Sinonimo ulteriore della sussidiarietà è la responsabilità, termine alla base della nostra politica e di ogni attività istituzionale. E’ necessario responsabilizzare i rappresentanti migliori del la società civile, che costituiscono la linea moderata del Paese, coinvolgendoli nell’azione politica e di governo.

D.: Ad oggi la proposta politica delle opposizioni appare inadeguata e incapace di proporre un’alternativa valida al presidente Berlusconi. L’impegno principale dell’opposizione si esprime nel discredito del governo e delle istituzioni, di cui essa stessa è parte. L’europarlamentare David Sassoli ha fatto un intervento antinazionale in sede europea pur di distinguersi dal governo Berlusconi. Ne conviene?

R.: Assolutamente si. Manca purtroppo una politica seria da parte dell’opposizione, anche perché trascinata da partiti giacobini, come l’IDV, che basano la loro azione sull’ antipolitica. Inseguendo queste forze politiche per motivi elettorali, il PD ha mancato di sviluppare una propria linea politica, non creando nel tempo un modello alternativo alla nostra proposta. Provano ad abbattere Berlusconi sul piano giudiziario per poter entrare in corso d’opera, senza attendere la scadenza della legislatura come avviene in tutte le democrazie più avanzate, ma insistono nella costante richiesta di dimissioni. Si rincorre l’abbattimento nel tentativo di ottenere una sostituzione e basta. Ciò nuoce non solo all’opposizione, anche alla maggioranza, indulge nelle regole di democrazia interna, sia per la selezione della classe dirigente che per lo sviluppo della proposta politica . Noi dobbiamo comunicare meglio i nostri risultati. Il Governo non può “cantare e portare la croce”! La sinistra anche in Europa non tutela gli interessi nazionali. Esiste una forte Internazionale socialista che tenta di destabilizzare il Premier con campagne di disinformazione ad hoc, tanto che mi sembra strano vengano eletti dai collegi esteri nostri deputati, tenuto conto che il Corriere della sera e La Repubblica siano i giornali più letti dagli italiani nel mondo!

D.: Pensa che un complotto internazionale si proponga di destabilizzare il Governo, aumentando il livello di tensione nel Paese? Gli elementi che si possono mettere insieme e alcuni segnali che vengono dalla stampa, dalle manovre finanziarie delle banche o di altri cosiddetti poteri forti…suggeriscono forse questa tesi?

R.: Il termine complotto è una parola forte. Ma di certo c’è un progetto legato all’internazionale socialista e ai gruppi di potere che vogliono un’ Italia debole, terreno di conquista economica. Pensiamo a Murdoch. Sky che è più a sinistra del TG 3!

D.: Senatore, passiamo a Roma Capitale. Il Sindaco Alemanno ha perso un occasione d’oro, con
la riforma che doveva essere la punta di diamante del suo mandato, e di cui la città ha un estremo bisogno, non fosse altro per ridefinire i suoi confini, e parlo di municipi ed area metropolitana, oppure siamo ancora in tempo? Ha stupito la discussione sul numero dei consiglieri in relazione al contenimento delle spese.

R.: L’attuazione di questa importantissima riforma sta andando avanti e deve continuare, considerando certamente ogni aspetto di contenimento delle spese. La riduzione da 60 a 48 consiglieri potrebbe comportare un vulnus per la rappresentanza politica di una città con le ambizioni a cui legittimamente aspira Roma. Trovo corretta invece, a proposito del contenimento della spesa, la riduzione dei rimborsi per i lavoratori dipendenti privati ai datori di lavoro da parte del Comune. Era necessario fare chiarezza su questo punto. I confini e gli ambiti dei municipi vanno ridisegnati valorizzandone le competenze, altrimenti avremmo vaste parti del territorio senza gli strumenti per poterli governare.

D.: Ultima domanda. l’On. Sposetti, tesoriere del PD, ha proposto un aumento dei fondi per i finanziamenti pubblici ai partiti che il Nuovo M.i.l.l.e. ha fortemente criticato. Tutti parlano di finanziamenti, ma nessuno spende una parola sull’impiego di queste risorse e torniamo ad una delle nostre vecchie battaglie. In caso di scissione, gli associati e quindi gli iscritti, non possono vantare alcun diritto su di un patrimonio che a norma di legge appartiene anche a loro le vicende susseguite allo scioglimento di AN è fatto noto a tutti. Lei che ne pensa?

R.: Ritengo che rientri nella categoria dei tanti sperperi della spesa pubblica. Non è giusto aumentare i fondi per i partiti, e serve anche un maggior controllo sulle risorse destinate ai giornali di partito, ad oggi del tutto prive. Credo che debba essere incentivato un sistema, che preveda anche delle detrazioni fiscali, per consentire alle lobby positive di sostenere legittimamente, e con riconoscimento pubblico, come accade in tutte le democrazie moderne, coloro i quali portano avanti le proprie idee politiche ed economiche. A partire dalle imprese, in maniera trasparente, per eliminare ogni dietrologia e il ricorso a fondi di dubbia provenienza.

D.: Grazie Senatore.

R.: …e di che!

Conversazioni
19 4 2011 - 10:47

” IDV antipolitica “: senza dubbio. Non mi pare, però, che Forza Italia prima e PDL poi abbiano nel tempo scelto la via della politica trattandosi di “marchi” ad uso e consumo del leader, il cui unico scopo sociale e politico mi sembra essere l’adorazione del capo supremo e il culto della personalità stile Mao.
” Provano ad abbattere Berlusconi sul piano giudiziario per poter entrare in corso d’opera, senza attendere la scadenza della legislatura come avviene in tutte le democrazie più avanzate, ma insistono nella costante richiesta di dimissioni. ” : l’abbattimento sul piano giudiziario è da provare. Politicamente cercare di mandare a casa il governo è il mestiere dell’opposizione. Non mi sembra che si sia gridato allo scandalo democratico quando Berlusconi e i suoi sodali, dal 2006 al 2008, cercarono in tutti i modi di fare lo stesso con il governo Prodi. E’ il mestiere dell’opposizione, o no?
” Complotto dei poteri forti “: evocarlo mi ricorda molto quei miei compagni di classe del liceo che non studiando adducevano la scusa ” tanto la prof. ce l’ha con me “. Ecco, il complotto dei poteri forti contro il governo Berlusconi è l’alibi di un sistema incapace di produrre 1, ripeto 1 riforma serie in 17 anni.

Cordiali saluti
Eugenio Del Vecchio

Risposta
19 4 2011 - 17:42

Buongiorno, sono un elettore moderato, ormai non più giovanissimo e appassionato da oltre trenta anni di politica. Faccio parte della cosiddetta “maggioranza silenziosa” degli italiani. In questo caso però voglio esprimere anche io un mio commento, avendo trovato questa opportunità di dibattito civile, nello stile del Nuovo Mille. Il paragone con lo “stile Mao” invece lo trovo piuttosto inopportuno, non fosse altro per il rispetto dovuto alle molte vittime ad oggi ancora taciute di quello “stile” evocato dal Sig. Del Vecchio. Il mestiere dell’opposizione non è mandare a casa il governo in carica, ma contribuire in parlamento all’offerta politica, invece di dire “no così non va bene, bisogna cambiare!”. Non vorranno decidere anche con quali avversari competere? Se si vota e Berlusconi vince ancora? Che facciamo, andiamo ad oltranza finchè il centro-sinistra non vince o, peggio ancora, con governi figli di strane ammucchiate, o con maggioranze create nel Palazzo invece che nelle urne? No, il Paese questo non lo può e non lo deve tollerare. O almeno non lo possiamo tollerare noi che ci consideriamo moderati. Vogliamo poi negare l’esistenza di gruppi esteri, ben organizzati, che stanno cercando di sovvertire gli equilibri politici italiani? Condivido in pieno quanto affermato dal Sen. De Lillo. L’ostinazione e il pregiudizio purtroppo rendono ciechi anche di fronte all’evidenza.

Grazie per la disponibilità.

Risposta

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