Ideologia della prescrizione penale

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Il dibattito sulla durata della prescrizione penale sta infuocando il dibattito politico. In sintesi, la Lega non vuole modificare l’attuale sistema, il M5S vuole allungare i termini o interrompere la decorrenza della prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

Il ministro Buonafede – venendo meno alla regola di non interferenza del pubblico potere nel processo penale in corso – ha detto che i familiari delle vittime del sinistro ferroviario di Viareggio non capirebbero (e non apprezzerebbero) il mantenimento delle attuali regole di prescrizione. Trattandosi di un (eventuale) omicidio colposo, infatti, la prescrizione interverrebbe nel processo con il suo effetto estintivo.

Noi abbiamo scritto in un precedente articolo sul processo di Viareggio, come la pensiamo in materia di responsabilità personale della dirigenza aziendale che delega le funzioni. Mentre, ora, vogliamo dire della prescrizione in generale, in particolare a quali principi si ispira.

E’ bene premettere che i delitti astrattamente punibili con la pena dell’ergastolo sono imprescrittibili. La prescrizione si applica, in sostanza, a quasi tutti i reati, ma non a quelli gravissimi, e varia in funzione della pena edittale. La legge, in altri termini, non prevede un termine unico di prescrizione per tutti i reati. Il principio fondamentale della prescrizione è la certezza del diritto. Quanto più è tenue il reato, tanto prima decorre la prescrizione. L’Ordinamento Giuridico richiede stabilità. Non si può processare una persona all’infinito per un reato lieve o non grave. Il processo infinito smentisce perfino il principio costituzionale della redenzione, che informa il sistema delle pene.

Per dire, che in materia c’è una grande disinformazione, dovuta all’ideologia di nuovo stampo e alle inclinazioni dei giornali. Non viene mai detto, ad esempio, che l’obbligo risarcitorio conseguente al reato può essere esercitato in sede civile con maggiore efficacia, che in sede penale. La costituzione di parte civile (a scopo risarcitorio) nel processo penale impedisce la causa civile e affida sostanzialmente la tutela delle proprie ragioni al Pubblico Ministero. Mentre in sede civile si possono citare le persone fisiche e giuridiche che abbiano concorso nel fatto di reato, con attività che non possono essere perseguite in sede penale. Inoltre, il processo civile è regolato dal principio del contraddittorio e si svolge in parità tra le parti. Quindi, il tema è molto più complesso di quanto appaia e richiede più competenza, che pancia.

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