Gruber scatenata contro Salvini

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Non sappiamo se l’intervista di Lilli Gruber a Salvini, con condimento di mutande (invece di costume da bagno, quello indossato da Salvini in spiaggia) e di accuse estetiche (per abuso di pancia di Salvini), rientri nei canoni del giornalismo o sia qualcos’altro. Propendiamo per la seconda ipotesi.

Di certo, se noi scrivessimo delle mise della Gruber o di altre donne, o, peggio, delle pance o di altri volumi rigorosamente personali, saremmo (giustamente) criticati e chiamati a risponderne. Se non altro, dai nostri lettori. L’ “incidente” di Capezzone con l’abito della Bellanova, a cui sono seguite polemiche e quasi un’interrogazione parlamentare, è fin troppo recente. Atteniamoci ai fatti.

Accanita nel volerlo mettere all’angolo del Papeete, la Gruber non ha dato tregua a Salvini, con qualche domanda e molte affermazioni. Senza facoltà di replica. Come fa da tempo con il malcapitato di turno. Ignoriamo se gli ascolti di Otto e Mezzo siano in calo, ma non ci stupiremmo. E’ stata una trasmissione schierata, e ci può stare. Anche Vespa è schierato, con equilibrio però, senza eccessi, senza perdere la faccia. Una volta in favore della Dc, azionista di riferimento della Rai.

Oggi, Otto e Mezzo sembra l’house organ di un partito, senza una dichiarata rappresentanza parlamentare. Salvini avrebbe chiesto di andare in trasmissione, così ha precisato la Gruber (secondo noi, ben poco elegantemente). E lei (giocoforza?) avrebbe accordato l’intervista, però con l’intento evidente di fargli pagare il fio. Ne è venuto fuori un pessimo servizio per il telespettatore. Un po’ di moderazione non guasterebbe.

 

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