Grillo cinico e baro

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Grillo sarebbe sceso a Roma per il foto shop con Fico e la Raggi e per un colloquio segreto (ora vanno di moda) con Tria in materia economica. Ci sono risorse disponibili per il reddito di cittadinanza o almeno per la legge-dignità o bisogna archiviare l’esperienza di governo prima che i danni siano irreversibili? Mentre Salvini sta adempiendo al mandato elettorale, che vuole argini alla migrazione incontrollata, Di Maio latita, rispetto alle promesse elettorali. E, infatti, la Lega nei sondaggi sale, il M5S scende.

Il piano B di Grillo consisterebbe nel recupero di Fico (e di Di Battista dalla vacanza californiana), nel salvataggio della Raggi, perché la debacle del Comune di Roma in periodo elettorale sarebbe la campana a morto per l’intero M5S, e nella denuncia dell’alleanza con la Lega. Complici Conte e Di Maio? Non crediamo, sarebbe la loro fine politica e un’ombra sulla lealtà personale di entrambi. Il piano B di Grillo e di Casaleggio, se è questo e noi crediamo che, se non è questo, sia molto analogo, è frutto di cinismo e di calcolo politico.

Le risorse per mettere in campo il reddito di cittadinanza o qualcosa di molto simile ci sono nel Paese, le ha calcolate Cottarelli, quando ha denunciato oltre 100 miliardi di sprechi (consistenti in regalie, clientelismi e progetti a perdere, quintessenza delle cattive abitudini delle Repubbliche che si sono succedute dal 1946 ad oggi). Lo stesso Cottarelli ha poi detto che il programma economico del Governo, a regime, sarebbe costato tra i 110 e i 120 miliardi. Le due cifre non sono distanti, l’una dall’altra, e richiedono il cambiamento, che il M5S continua a minacciare, che è sostanzialmente discontinuità rispetto alle cattive abitudini.

Se Tria resiste (a ragione, perché la discontinuità richiede prima di tutto volontà politica e poi capacità applicata e controllata), vuol dire che la volontà politica di premessa non c’è e che Grillo e Casaleggio, mentori del Contratto di Governo, considerano il cambiamento, ad effetti elettorali, peggiore del mantenimento.

Sostanzialmente, la rinuncia ad intervenire con il bisturi o con la sega nei privilegi degli enti parassitari e dei clientes di Stato è cinica finché si vuole, ma, nei sondaggi del programma Rousseau sintonizzato sul termine previsto per le elezioni (che i due possono prevedere esattamente, potendo azionare le giuste leve), è vincente, per la riaffermazione o il consolidamento, magari in leggera flessione, del M5S. Chiamateli come volete, ma il ragionamento elettorale c’è. Manca il rispetto per l’elettore.

 

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