Greta ha vinto, l’Italia ha perso


La bolletta energetica sta rincarando giorno dopo giorno e non sembra che il governo sia intervenuto, prima per prevenire e ora per rimediare, agli effetti devastanti sull’economia delle imprese e sulle famiglie.

Però, governo e giornali amici si sbracciano a favore della cosiddetta transizione energetica, che consiste sostanzialmente in aumenti strutturali della fornitura. Siamo alla follia! Greta (meglio, il mondo che si nasconde dietro a Greta) ha vinto e Cingolani (meglio, l’Italia) ha perso. E’ anche il segnale della fine della honey moon del paese con il governo Draghi.

In passato, l’industria del petrolio è stata il bancomat dei politici. Ce n’era per tutti. Dichiaratamente. Mattei, inventore della politica energetica nazionale nel dopoguerra (ucciso nel cielo della Lombardia) usava i partiti come taxi. Ma gli italiani pagavano prezzi contenuti. Il prezzo della benzina venne sostanzialmente calmierato nel 1960 e, contro il governo, si disse di destra, in realtà democristiano, scoppiarono le rivolte di piazza eterodirette.

Per dire chiaro e tondo che la politica energetica nazionale non si è mai fatta a Palazzo Chigi. Nemmeno adesso.     

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