Grecia, accordo in itinere, quando la storia non insegna niente


Più che un accordo sembra una moratoria. Ma è sempre meglio della rottura. Il negoziato ha prodotto i suoi frutti. Lo scontro, a cui il mondo ha assistito attonito nei mesi scorsi, non si può imputare a responsabilità esclusiva della Germania, perché i suoi numerosi rappresentanti di interesse sparsi in Europa, dimentichi della visione coltivata dai padri fondatori della comunità, non si sono fatti scrupolo di attizzare gli animi a favore dei cosiddetti compiti a casa e della “austerità”, che, senza esserlo, continua ad essere sventolata come prova di capacità politica e di rigore morale.

La cancelleria tedesca, rappresentata dalla Merkel, ma composta da un esiguo gruppo di comando, la cui effettiva coesione è tutta da verificare, ha veramente esagerato. Prima ha contribuito a provocare la situazione di indigenza della Grecia, con l’ovvia complicità di un governo locale mandato a casa dagli elettori, poi si è proposta come la paladina della serietà e del rispetto delle regole. Non è generoso nei confronti del popolo tedesco rievocare il passato, ma anche negli anni ’30 c’era la corsa di tutti i paesi europei, Russia e Inghilterra comprese, ad ingraziarsi il Terzo Reich. Poi è andata come è andata. Se la storia insegna qualcosa, la cancelliera, il ministro delle finanze e i suggeritori dovrebbero capire per il futuro che non si può spremere il sangue dalle rape e che la Grecia deve essere messa in condizioni di rispettare i patti, violati in precedenza anche per responsabilità della Germania.

L’asse franco-tedesco non esiste più, casomai è un’asticella, e – diciamolo chiaramente – la Germania senza Europa, paesi pezzentoni compresi, non vale granché! Ha bisogno di un parterre politico in cui muoversi, ha bisogno di un mercato, di risorse e di un popolo (europeo) che sostenga le ragioni e le tradizioni del vecchio mondo, insidiato da più parti. Se non è in grado di svolgere la funzione di leader, che non è il caporale di giornata, la Germania si faccia da parte.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*