Grandi manovre nella casa a Cinque Stelle

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Grillo da fondatore diventa padre nobile del M5S. Non è una degradazione, è piuttosto un rimescolamento di carte. I nuovi fondatori ora sono Luigi Di Maio e Davide Casaleggio, con tutte le implicazioni e le conseguenze del caso.

Non sono stati divulgati dalla segreteria nazionale, che tra l’altro non c’è, dettagli utili a capire cosa ci sia dietro, oltre al distacco voluto da Grillo, per probabili motivi personali: stanchezza e voglia di tornare allo spettacolo puro, per fare soldi senza condizionamenti politici. Di certo, Casaleggio è entrato (formalmente) in politica (è sceso in campo, avrebbe detto un tempo Berlusconi) e Di Maio è entrato nella piattaforma Rousseau, la stanza dei bottoni del movimento.

Si sono garantiti reciprocamente, rispetto ad una evoluzione imprevista del quadro politico, soggetto ad eventi interni ed esterni. Comunque vada, non rimarranno senza niente da fare. Tutti e due, con l’esperienza a Cinque Stelle, hanno acquisito un know how invidiabile e relazioni personali importanti, in Italia e all’estero. E, insieme, pesano molto di più che da soli. Il classico caso che uno più uno fa tre.

Di Casaleggio non si sa un granché, è meno noto del padre, del quale comunque si sapeva ben poco. Di Di Maio si sa che è abile, scaltro e non privo del cinismo necessario. Nell’immediato non sarà visibile alcun cambiamento. Gli effetti si vedranno più in là, quando il quadro politico si adeguerà alla prospettiva dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, nel 2022.

Il Pd, a guida Zingaretti, proverà a forzare la rottura in ambito Cinque Stelle per cambiare la maggioranza in Parlamento e favorire il proprio candidato, che potrebbe essere anche il candidato di Forza Italia, gradito alla finanza globale. Ci sono già dei nomi in lista di attesa, ma è troppo presto per parlarne.

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