“Governo: stallo a causa dei veti incrociati. Partiti diano prova di coraggio”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni al Quirinale, Roma, 5 aprile 2018.    ANSA/ETTORE FERRARI

Oggi sarà un giorno complicato per tutti, anche per il Presidente Mattarella, che ha già ricevuto da Grillo e dal  Capo Politico del M5S  un avviso di ostilità,  evocando  colpi di stato ed offesa irreparabile alla volontà del loro elettorato. Elettorato che, comunque, al netto dei votanti, non raggiunge il 25 % degli Italiani aventi diritto al voto.
Insopportabili i veti personali. Non tanto per le persone oggetto del messaggio politico, ma per i milioni di elettori che hanno espresso un loro libero ed insindacabile voto.

Questa commedia della politica, “scaldata” da una esagerata amplificazione mediatica a tutto campo – a volte è difficile comprendere se la linea politica sia dettata da autorevoli personaggi di un giornalismo “parlante” piuttosto che “scrivente”,  invece che da leaders politici in cerca di consensi nei loro twitters quotidiani –  conclude una fase della campagna elettorale,  sia all’interno di ogni partito/coalizione  che nella dialettica tra differenti posizioni , nella quale gli interessi reali dei Cittadini sono stati, da tutti, messi da parte.
Un confronto  tra  “narcisismi” e  dogmi politici  che ha perso il contatto con i bisogni reali, quotidiani e futuri di breve termine, del Sistema Paese Italia.

In una congiuntura europea che vede l’Italia in coda alla classifica dei Paesi della UE per sviluppo, innovazione, scuola e ricerca, se si insiste a voler dare priorità alla “cancellazione” della legge Fornero, al reddito di cittadinanza ed alla proposta odierna di un referendum anti Euro, ci si pone nella stessa situazione nella quale, di fronte ad un grande incidente  naturale,  si cerca il colpevole prima di organizzare i soccorsi. E poi si chiede di verificare se l’autista dell’ambulanza abbia la patente in regola.

In realtà la situazione che si è creata, grazie agli personaggi eminenti della politica, è così complessa che nessuno se la sente di governare. Prima di tutto poiché non è in grado di mantenere le promesse elettorali, e poi perché si dovrebbero  fare accordi strutturati con persone tra le quali si sono scambiati solo  giudizi negativi – al netto degli insulti -. Si pone così un serio  problema nel rapporto di credibilità personale verso i il proprio elettorato. Ognuno dovrebbe prendersi responsabilità a breve che potrebbero nuocere in una prossima campagna elettorale  e quindi alla fine, per un tempo limitato, è preferibile un governo del Presidente.

Il Presidente della Repubblica è anche garante del principio costituzionale dell’equilibro di bilancio dello Stato e degli accordi sottoscritti dall’Italia con la UE; è una vergogna, per tutta la classe dirigente della Pubblica Amministrazione e degli organismi politici che la sovraintendono, che non si riescano a spendere i fondi  della UE (oltre 50 MLD di Euro) e che siamo per questo all’ultimo posto della graduatoria di efficienza, con solo il 5% di utilizzo delle somme già disponibili.

Ma nessuno dei Capi Politici parla di questi fatti. Così la nomina di un Governo della Buona Amministrazione e della Tutela del Patrimonio Individuale dei Cittadini diventa un fatto di necessità sociale oltre che politica – vedi scandali delle banche, ben oltre al problema di Banca Etruria –. Con un’autentica ed efficace attività di sorveglianza, controllo del sistema finanziario  coordinati a tempestivi interventi della Magistratura,

Quando c’è la malattia bisogna andare dal medico  ed accettare le cure e se si guarisce tornare ai propri hobbies purchè non dannosi per se e gli altri. Questo è Parlamento si è già caratterizzato per l’ignavia e  non per il senso di responsabilità che dovrebbero  avere i rappresentati dei Cittadini. E chi si è agitato per fare il Presidente del Consiglio, ponendo questa scelta come  irrinunciabile condizione, deve prendere atto che ha solo tradito il suo elettorato, che vuole fatti concreti e non nuovi  comandanti  a cui affidare i destini del Paese. Forse è il momento  per loro mettersi da parte e leggersi un po’ di storia contemporanea. In attesa della sfida europea che è già alle porte.

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