Governo sotto attacco

Italy's Prime minister candidate Giuseppe Conte addresses journalists after a meeting with Italy's President Sergio Mattarella on May 27, 2018 at the Quirinale presidential palace in Rome. Italy's prime ministerial candidate Giuseppe Conte gave up on Sunday his mandate to form a government after talks with the president over his cabinet collapsed. (Photo by Vincenzo PINTO / AFP)        (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Si dice che la realtà supera, a volte, la fantasia, ma, di certo, non le fantasie della stampa antigovernativa sugli incontri politici segreti, a cui si iscrive di diritto la “cena segreta” con tre commensali (ora di spicco), Giancarlo Giorgetti, Luca Parnasi e Luca Lanzalone, di un certo giorno di marzo. La cena sarebbe uno snodo dell’inchiesta Rinascimento (in corso), per il numero di omissis delle intercettazioni pubblicate. Come a dire che la notizia è una “non notizia” (tendente, però, a sputtanare Giorgetti, che nel Governo svolge un ruolo importante), definita, in linguaggio corrente, anche fake news.

Nel frattempo, Conte, bisognoso d’affetto, sarebbe corso da Mattarella per chiedere protezione nei confronti di Salvini e Di Maio, che pretenderebbero da lui cose indicibili. Cosa ancor più surreale, Mattarella gli avrebbe offerto protezione e Zampetti, segretario generale del Quirinale, avrebbe suggerito, all’occorrenza, l’arma delle dimissioni.

Siamo nel mondo della più assoluta fantasia, perché Conte se la sa cavare bene da solo e Mattarella si guarderebbe bene dall’impicciarsi in questioni che sfuggono alle sue funzioni. In tutto questo, Parnasi, i cui collaboratori si sono identificati con “i romani dei film che vanno a Milano” (la battuta rischia di diventare un classico come “i furbetti del quartierino”), è diventato potentissimo, nella vulgata mediatica, perché, parlando con i suoi, avrebbe detto che stava partecipando alla formazione del Governo. Altro che deus ex machina! Cosa c’è di vero nelle indiscrezioni sulle intercettazioni? Che alla gente piace guardare dal buco della serratura le cattive abitudini della “gente che conta”, e se nel groviglio delle notizie vere o false ci va di mezzo il Governo, tanto meglio.Almeno per quella elite della Repubblica che, nelle Università e nella Dirigenza dello Stato e altrove, sostiene di essersi fatta strada da sola, per merito personale, senza ricorrere a mezzi impropri, e che ora tifa per stabilizzare, con mezzi impropri, come sono le intercettazioni smozzicate, le disuguaglianze sociali.

Il Governo ha il dovere di svolgere le sue funzioni nell’interesse del Paese e deve rendere conto di quello che fa o non fa, e deve essere criticato, senza sconti, sulla base dei fatti di governo, ma non può essere attaccato perché qualcuno a Milano cerca (forse) di accattivarsi le simpatie di un assessore, che non si lascia abbindolare. Stiamo alla notizia verificata ed evitiamo le fantasie surreali, soprattutto quando non fanno il bene del Paese.

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