Governo esautorato

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Il comitato “dei saggi” costituito nelle due commissioni nominate dal presidente Napolitano sancisce il fallimento definitivo della segreteria Bersani, dovuto alla mancata vittoria elettorale, allo sfaldamento dell’apparato e all’improvvida, quanto caparbia, esplorazione in territorio grillino.

La reazione dei partiti non si è fatta attendere. Con l’eccezione di Scelta Civica che considera le commissioni un’ancora di salvataggio, nessun partito, per diversi motivi, ha gradito l’innovazione. Il Pdl considera il differimento un attentato alle sue legittime aspettative di partecipazione alla coalizione di governo. Il M5S non capisce, teme che l’iniziativa presidenziale si debba leggere come un soccorso alla vecchia politica e reclama una accellerazione dello sfascio. Il Pd, diviso in due e più fazioni, vede sfumare la prospettiva del governo, se non completamente dominato, almeno controllato, e capisce che le forze in campo sono variegate e mutevoli.

Le principali critiche alla decisione presidenziale finora sono state politiche, non costituzionali, ma ben presto i dottori della legge si renderanno conto che, per la prima volta nella storia della repubblica, il governo, prima ancora dell’insediamento, viene esautorato dei suoi legittimi poteri. Altro non significa l’attribuzione delle scelte programmatiche, destinate a determinare le scelte di governo, al comitato dei saggi.

Salvo che il presidente, rendendosi conto che la cura è peggiore del male, non decida di circoscrivere l’impegno delle commissioni alle indicazioni di genere, comunque limitandole nel tempo: pochi giorni, non poche settimane. La scelta delle personalità tradisce comunque alcuni pregiudizi e un tentativo di indirizzo. L’elemento cattolico, presente e ben visibile nella compagine del governo Monti, peraltro per motivi non dichiarati, è assente nelle commissioni. L’attenzione alle lobby finanziarie nordeuropee è stata privilegiata alla previsione di un asse portante di politica europea mediterranea, in cui l’Italia potrebbe svolgere un ruolo significativo in interlocuzione con la democrazia israeliana e in rappresentanza di interessi che, allo stato, sono considerati dalle lobby finanziarie poco più che risorse da sfruttare.

Gli stessi conflitti per la finanza sono una risorsa. Forse le personalità, così diverse tra loro per carattere ed inclinazioni, oltre che per appartenenza, sono, nelle intenzioni del presidente, soltanto un ballon d’essai, forse. Nei prossimi giorni si vedrà se il presidente Napolitano vorrà o potrà resistere alle spinte dei partiti, sfidando, a fine mandato, le interpretazioni dei precetti costituzionali.

Nel frattempo i partiti, i due partiti che possono formare il governo per assolvere a quei compiti che il paese richiede alla politica (che ha molto da farsi perdonare) nella prospettiva di una tornata elettorale che sancisca il vero inizio della seconda repubblica, Pd e Pdl, possono e devono trattare tra loro, non necessariamente interloquendo con le due commissioni, i temi e la composizione del governo.

Certo, in ambito Pd devono essere esautorati gli sfascisti del paese. Ci sono persone ragionevoli e capaci, Renzi non è l’unico outsider (rispetto all’apparato ancora dominato dalla vecchia guardia). Il Pdl appare al momento più coeso intorno alla figura dominante di Berlusconi, ma il processo di disintegrazione del partito rimediato da Berlusconi all’ultimo momento utile è un ricordo freschissimo e le cause del processo, interrotto ma non risolto, sono tutte ancora presenti.

La legge elettorale e l’adeguamento della costituzione alle esigenze del mondo globalizzato, quale che sia il partito premiato dal voto, sono impegni ineludibili. Ma la questione economica è ugualmente improcrastinabile e non può risolversi con la revisione del cuneo fiscale e con il pagamento dei crediti arretrati, per quanto importanti siano. Le anomalie del sistema Italia, giuridico-economiche, non solo economiche (quello che gli economisti di solito non capiscono), devono essere identificate, affrontate e risolte. Il NuovoMille ne ha trattato spesso negli articoli e nelle iniziative e può fornire una bella lista, con la proposta di intervento.

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