Governo Conte, una prima impressione

Newly appointed Italian Prime Minister Giuseppe Conte (right) receives from the outgoing Prime Minister Paolo Gentiloni (left) the small silver bell to open the First Council of Minister at Chigi Palace in Rome, 1 Jun 2018. ANSA/CLAUDIO PERI

Il Governo Conte si è insediato. Sullo strappo ha prevalso il senso delle Istituzioni e forse anche il buon senso. Le maldicenze, dall’interno e dall’estero, a carico di Paolo Savona, si sono gradualmente attenuate e il Governo potrà trarre beneficio dal suo ingresso in un Dicastero contiguo a quello originariamente assegnato. Tanto più che gli viene riconosciuta una particolare competenza in materia di intelligence economica.

Le contumelie dei partner europei meno diplomatici (Oettinger e Juncker) sono state attribuite alla approssimazione dei giornalisti. Déjà vu. La Parata del 2 giugno, bella come al solito, è stata celebrata in perfetta armonia (o almeno così è sembrato) tra le personalità dello Stato. I Ministri, ora, sono al lavoro. Salvini e Di Maio nei giorni precedenti all’insediamento, in piena bufera, avevano dichiarato quali sarebbero stati i loro “primi” provvedimenti, nell’ambito delle rispettive funzioni. Vedremo se rispetteranno gli impegni. Noi li osserveremo e non faremo sconti a nessuno, ma sulla base delle azioni ed omissioni di Governo, non sulla base del pregiudizio o, peggio, della indifferenza per l’interesse nazionale, che dimostrano tanti giornalisti.

La maggioranza parlamentare è assicurata dai voti di Lega e M5S, a cui si potrebbe aggiungere il sostegno di Fratelli di Italia, diversamente destinato alla scomparsa. Vedremo se si risolverà in una trattativa della Meloni per la corsa a Sindaco di Roma. Forza Italia avrà un comportamento ambiguo (lo ha sostanzialmente dichiarato lo stesso Berlusconi), rischiando di consegnarsi all’irrilevanza. Il Pd, invece, dovrà fare opposizione (non come a Roma in Assemblea Capitolina), se vuole farsi notare e progettare la riconquista dell’elettorato perduto. L’opposizione dovrà essere seria, documentata, costruttiva, non becera. Non si può esaurire nello sberleffo televisivo. A Roma, ripetiamo, il Pd non lo sta facendo, insegue la Sindaca sul piano del concordato ATAC, inammissibile e costoso. Per non parlare dei rifiuti e delle buche, che provocano morti, non solo disagi. Dobbiamo averlo ben chiaro.

La Segreteria del Pd potrebbe cominciare a interloquire veramente con i cittadini, non solo con gli iscritti.Potrebbe pubblicare i documenti su cui lavora, mettere a disposizione i delegati, più o meno come avveniva una volta con le sezioni territoriali. Ora le comunicazioni sono più immediate, ma di solito le lettere dei cittadini non hanno risposta. I cittadini pensano che i politici non lavorano o, almeno, che non lavorano per quel famoso bene comune, che viene agitato in televisione e, poi, finito lo show, rientra nei ranghi del nulla.

Stessa disponibilità, ovviamente, dovrebbero dimostrarla gli esponenti dei due Partiti di Governo. Li seguiremo da vicino e tra 100 giorni, all’inizio di settembre, potremo avere un’ idea sui prossimi 5 anni di Governo. Al momento, buon lavoro, Governo Conte, nell’interesse e nel rispetto del popolo italiano.

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