GLI RSU A ROMA: per la Sindaca Raggi sono problemi di altri

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Chi gira per Roma si imbatte sovente in situazioni a dir poco imbarazzanti: cassonetti generalmente svuotati ma circondati di rifiuti, lasciati in strada perché i contenitori sono troppo pieni; con grande senso di civiltà molto spesso sono i Cittadini a buttare nei cassonetti i rifiuti che stanno intorno.

Con l’incendio del TMB del Salario, Roma ha perso un punto di riferimento per la gestione degli RSU (Rifiuti Solidi Urbani), per i quali la Sindaca Raggi   ha chiesto supporto alle Regioni confinanti. Solo l’Abbruzzo, per ora, ha dato disponibilità, ma sarebbe utile che i Cittadini di Roma sapessero a quali costi. I giornali parlano di apertura e/o riuso di discariche, ma sia il Sindaco di Fiumicino che quello di Cerveteri non hanno dato disponibilità nei loro territori.

L’indicazione di Pizzo del Prete, infatti, è stata prontamente contestata dal sindaco di Cerveteri Pascucci ed ora anche dal primo cittadino di Fiumicino, che ha fatto sapere di aver formalmente comunicato la propria contrarietà. ‘‘Ho diffidato con una Pec la sindaca della Città Metropolitana di Roma Capitale, il  direttore e il dirigente competente, a confermare l’indicazione di  aree per la realizzazione di discariche nel territorio del Comune di Fiumicino‘, ha dichiarato.

Sorge spontanea una domanda: dove si trova la Sindaca Raggi quando pensa agli RSU della Città che amministra? O é sempre colpa di qualcuno altro, passato per caso all’AMA?

I cittadini hanno appena pagato la TARI e gli RSU non solo non sono gestiti ma si sommano alla cattiva gestione ambientale che provoca costi indeterminati – che vanno a carico dei Cittadini – per portare gli RSU fuori del perimetro del Comune di Roma.

Eppure le tecnologie per trasformare gli RSU in risorsa sono mature, come abbiamo già documentato in altri articoli – ‘La ricchezza perduta dei rifiuti’ – così come è maturo il tempo che il Governo si occupi del problema degli RSU di Roma. Diversamente diventa correo di un disastro ambientale e  di una drammatica perdita di immagine internazionale  sulla sua capacità di risolvere i problemi della Capitale d’Italia ( RSU, buche, immigrati, corruzione, lavoro,  trasporto pubblico  ecc).

La salute dei Cittadini è un diritto costituzionale e le tecnologie non hanno colore politico,  mentre lo hanno scelte irresponsabili o l’omissione di fronte ad evidenze di  situazioni  critiche ormai non più rimandabili.

Il ricorso a discariche temporanee – in qualsiasi parte dell’Italia –  è tollerabile solo di fronte ad un piano industriale definitivo sul ciclo degli RSU   per il quale il Governo  deve agire, come si fa nelle emergenze atttraverso i poteri sostitutivi che può, anzi ormai deve,  attivare. Il tempo della pazienza dei Cittadini  è finito  – oltre 300 cassonetti date alle fiamme recentemente –  ed a Roma, con la Giunta Raggi, il cambiamento è stato in peggio.

 

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