Gli anniversari del 2019

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Il 2018 è stato il cinquantenario del 1968, anche se, giustamente, si è commemorato, a maggio, il quarantennale dell’omicidio di Moro e della sua scorta. Il 2019 porta con sé vari anniversari, alcuni lieti, altri drammatici. Woodstock e la conquista della Luna sono anniversari lieti. Piazza Fontana e il centenario della pace di Versailles sono drammatici, per quello che hanno comportato. Ne scriveremo nel corso dell’anno.

Per il momento ricordiamo che i 3 giorni di Woodstock hanno celebrato, e, secondo molti, concluso, la stagione del 1968, del ribellismo giovanile, velleitario, insensato, contro le violenze di ogni tipo. I figli dei fiori, dopo Woodstock, sono stati esiliati nel limbo delle comuni e della droga e la violenza ha preso il sopravvento. Di lì a poco, la strategia di pace di Nixon avrebbe concluso la guerra del Vietnam e la Cina avrebbe guadagnato, da coprotagonista (come ora si sta verificando), il palcoscenico mondiale. Ma si è trattato della prosecuzione della guerra con altri mezzi e in altri lidi.

Dalla caduta del Muro in poi, il Vicino Oriente, il Medio Oriente e molte regioni di Africa e Sud America sono esplose in conflitti tremendi, definiti per propaganda, in Europa e negli Stati Uniti, a bassa intensità, che hanno prodotto, come quelli ad alta intensità, milioni di morti, devastazioni e violazioni dell’ordine internazionale. Il primo passo dell’uomo sulla Luna ha segnato, in quell’anno e nei decenni successivi, una conquista scientifica e, con essa, la supremazia degli Stati Uniti sull’Unione Sovietica, stremata dal programma delle guerre stellari.

Sarà un caso, ma la conquista dell’altra parte della Luna, su cui ora trionfa la bandiera cinese, all’inizio del 2019, segnala una competizione inaspettata sul piano globale, ma certamente indifferente al miliardo e passa di cinesi che lavorano molto e mangiano poco.

Piazza Fontana è stato un attentato tragico per le dimensioni della strage e per l’effetto voluto e ottenuto dagli attentatori, che, malgrado i numerosi processi e le commissioni di ogni tipo, non si sono mai trovati. La strategia della tensione è iniziata da lì, è culminata con l’omicidio Moro e si è attenuata, dopo la caduta del Muro, con Mani Pulite e la Seconda Repubblica. Di certo, non è finita.

Abbiamo inserito tra gli anniversari drammatici, per gli effetti, la pace di Versailles, perché le condizioni imposte alla Germania e la vittoria mutilata italiana, officiata da Wilson con i suoi 14 Punti, hanno prodotto i prodromi del nazismo in Germania e del fascismo in Italia. Che, adesso, nelle analisi affrettate dell’intellighenzia tuttora in auge, sarebbe replicato, in particolare da Salvini.

Una analisi, che, però, continua a ignorare, volutamente, visto che si tratta di intellighenzia e non di stupidizia, le condizioni del Paese. Speriamo che le libertà non ne debbano fare le spese, come l’altra volta.

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