Giudizio Boschi – De Bortoli, le disattenzioni del Corriere della Sera

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Maria Elena Boschi, Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, ha deciso di chiamare in un giudizio civile di risarcimento danni l’ex Direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli. Sarà sottoposta dalle parti, al Tribunale, la materia burrascosa del dissesto di Banca Etruria e, soprattutto, delle pressioni che, secondo De Bortoli, la Boschi avrebbe esercitato su Federico Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit, per un’operazione (finora non esattamente definita, né da De Bortoli, né dai protagonisti di queste presunte pressioni) di rammendo della gestione malmessa.

La Boschi sostiene che la bufera mediatica si è addensata su di lei e su Banca Etruria, e non su altre banche ugualmente o ancora di più dissestate, per motivi politici. Non possiamo darle torto. Banca Marche, per esempio, ha messo in ginocchio l’economia delle Marche, forse più di quanto Banca Etruria abbia contribuito alle diseconomie del Valdarno, ma non viene quasi mai citata dai mezzi nazionali. De Bortoli, da parte sua, sostiene, tetragono, di avere assolto il suo impegno di informazione dei lettori, che, affezionati alla firma, continuano a seguire, ogni settimana, su Corriere Economia, i suoi articoli sulle tante crepe di sistema. Che, però, nel corso della sua direzione, prima del Sole 24 Ore, poi del Corriere della Sera (dieci anni, non pochi), non hanno ricevuto, secondo noi, e lo diciamo da tempo, l’attenzione che meritavano. Noi siamo per la completezza dell’informazione, a prescindere dalle inclinazioni politiche. Siamo contrari all’autocensura, così come alla censura. E pensiamo che l’informazione, se e quando esercita il suo ruolo, sia l’effettivo controllore dell’ordine democratico di un Paese, al quale concorrono gli equilibri sociali e il funzionamento della giustizia. Da molti, troppi, anni a questa parte, gli equilibri sociali sono pregiudicati dalle illegalità che hanno provocato i clamorosi dissesti delle banche, per cause ancora non definitivamente accertate, e di grandi società quotate. Sono stati sottratti miliardi (non inseguiti e non recuperati) al Risparmio e all’Erario.

Italy's Minister for Constitutional Reforms and Parliamentary Relations Maria Elena Boschi looks on during a confidence vote at the Senate in Rome February 24, 2014. Prime Minister Matteo Renzi faces his first test before a fractious national parliament on Monday when he goes to the Senate to put flesh on ambitious reform plans and seeks to win a confidence vote in his newly installed government. REUTERS/Tony Gentile  (ITALY - Tags: POLITICS)

Per non scadere nel generalismo e per consentire a De Bortoli la replica, ci riferiamo al caso Seat Pagine Gialle, che conosciamo molto bene, avendone scritto prima e dopo che esplodesse, e sul quale l’informazione del Sole 24 Ore e del Corriere della Sera è stata quanto meno asimmetrica e frammentaria, al limite dell’incompletezza. I lettori ignorano che è in corso dal 2012 una serrata iniziativa giudiziaria di tutela dei piccoli azionisti, che hanno perso 10 miliardi. L’iniziativa è consistita, dapprima, nel ricorso per sequestro giudiziario dell’azienda (e la società è ricorsa al concordato preventivo per inibire il giudizio) e, poi, nella causa di risarcimento dei danni. Nel corso dell’attività giudiziaria, la Procura della Repubblica, data la rilevanza dei fatti esposti, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio degli ex amministratori e sindaci. Non tutte le illegalità, tuttavia, sono già emerse e, infatti, i legali degli azionisti hanno denunciato alla Consob e ad altri soggetti pubblici, interessati per le funzioni, gravi irregolarità di gestione economica e contabile, idonee a invalidare la famigerata operazione di fusione del 2012, che ha notevolmente aggravato il danno, trascinando la perdita di numerosi altri azionisti di minoranza.

La disparità di trattamento informativo affermata dalla Boschi è, pertanto, più che fondata e merita di essere sanata a favore dei diritti lesi e dimenticati dei 350.000 risparmiatori di Seat Pagine Gialle. La parola a De Bortoli sulla attendibilità della sua direzione.

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