A chi giovano le scelte di D’alema.

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Anche un elettore di primo voto si pone questa domanda, pur non avendo l’aiuto della memoria del passato per poter rispondere compiutamente; ai più sembra solo un dispetto a Renzi ed al PD. Invece chi ha passato la soglia dei 70 anni, come chi scrive, a prescindere da qualsiasi convinzione politica personale, ha una sola spiegazione: il beneficiario della scelta di D’Alema & Co è solo Berlusconi, con la coalizione della destra.

Mentre a Bersani e a Grasso si possono dare delle attenuanti “ideologiche opportuniste”, non per questo meno responsabili dei fatti che avverranno, per D’Alema questa scelta è nel segno di una continuità di visione personale – anche Prodi è un amico che sbaglia – dell’area della sinistra- centro della politica, della quale si ritiene ancora il sommo interprete.

Il narcisismo* del Lider Maximo  prevale sugli interessi reali del Paese mettendo a rischio una debole ripresa e dando di fatto sostegno a Berlusconi -e di riflesso alla destra- . Al Lider Maximo non importa nulla che le promesse elettorali della coalizione di destra non abbiano alcun fondamento economico; che aprano ad una stagione di intolleranza con gli immigrati (necessari invece in una Italia in crisi demografica); che portino ad una contesa contro la UE che sarà di difficile soluzione dopo l’uscita di Draghi dalla BCE; che riporti il conflitto con i Sindacati ad una nuova stagione di scioperi, annullando gli attesi aspetti positivi della riforma Madia per la PA; che porti dissesto ai conti dell’INPS con una radicale revisione della legge Fornero…per citarne alcune.

In questo contesto politico  non dovrebbero essere determinanti le antipatie/simpatie personali. Ma non è cosi: D’Alema & Co si sono già presi la responsabilità di creare le condizioni di un periodo complicato per l’Italia. Con molti più problemi di quelli che avrebbe creato la permanenza di una coalizione (LEU inclusi) con il PD, dando  la possibilità con Gentiloni di gestire ancora  una modesta ripresa economica anche nei prossimi anni, intaccando la montagna del debito pubblico. Se Renzi ha sbagliato – con il risultato di essere ormai fuori dalla possibilità di fare il Presidente del Consiglio – non possono essere gli Italiani e gli immigrati in regola, che contribuiscono all’economia generale, a subire danni. Soprattutto a carico delle nuove generazioni, con scelte che sprofondano solo nel desiderio di appagare il  protagonismo politico personale.

Chi non riesce a contemperare il narcisismo* personale – stato diffuso in tantissime persone di successo nell’arte, nelle scienze e nella politica – con la visione etica dei problemi reali della Società Civile è una persona che produce spesso danni, anche irreparabili, agli innocenti e a chi non ha difese dagli eventi. Come tante vicende, a volte dolorose, anche  della Storia recente, insegnano.

Speriamo che gli elettori nella loro saggezza sappiano dare un segno di realismo alla politica, che ha bisogno di elementi di concreta fattibilità dei programmi e non di visionarie promesse con scelte  ideologiche  già bocciate dalla storia, o di presunti leaders supportati da ambizioni di personaggi che, nel proprio futuro, hanno forse, ormai , solo un dignitoso passato da ricordare.

 

*Definizione di NARCISISMO (N.d.A.): Nel bambino, lo stadio primitivo dello sviluppo psicosessuale che precede la formazione dell’Io,  nell’adulto  la fissazione nel culto per se stesso, per il proprio corpo e per la propria personalità. SABATINI COLLETTI , “Dizionario della lingua italiana”

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