I giornali attaccano il Governo

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Di Maio, questa volta, non è ricorso ai mezzi termini. Nell’ambito della ridda di polemiche e di disinformazione scatenata dal documento di programmazione economica, ha dichiarato che una parte della stampa è schierata contro il Governo e che i giornali vanno male perché hanno perso credibilità presso i lettori.

Noi, in realtà, lo abbiamo preceduto. Abbiamo scritto da tempo che alcuni giornali, tra cui il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore e il Giornale, sparano a palle incatenate contro il Governo per farlo cadere e che la campagna stampa di disinformazione ha subito una notevole accelerazione dopo il crollo del ponte Morandi.

In sostanza, i potentati economici, che controllano i giornali e non amano il Governo, hanno adottato misure anti-governative e, secondo noi, anti-istituzionali, visto il coinvolgimento continuo della maggioranza parlamentare e di altre istituzioni nell’attività di contrasto delle iniziative giallo – verdi. Alla faccia della democrazia e della neutralità dell’informazione!

E’ passato molto tempo da quando la Fiat sosteneva di essere governativa (anche se, in realtà, erano i governi ad essere pro – Fiat) per giustificare il trattamento privilegiato riservato alle sue richieste. Ora, la tendenza potrebbe essere invertita. Il Governo non si è appiattito sulle pretese di consolidamento delle posizioni di privilegio dei poteri forti e l’informazione – guarda caso – si è schierata contro il Governo.

Andrà avanti così fino alle elezioni europee. Con le nuove maggioranze gli equilibri cambieranno, l’attuale oligarchia dominante andrà a casa e il dibattito politico rientrerà nella normalità della critica costruttiva.

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