Fuoco incrociato sul Governo e sulla spesa pubblica

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Innocenzo Cipolletta, presidente di Assonime, l’influente associazione tra le società per azioni, è intervenuto a gamba tesa nel dibattito sulle divergenze di vedute tra il Governo e Bruxelles, schierandosi a favore di Bruxelles.

In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, Cipolletta ha ragionato in termini aziendali, e non politici e sociali come, invece, richiede l’argomento, limitandosi a dire che il Governo deve scegliere tra l’incremento del debito pubblico (per finanziare l’esecrato eccesso di spesa, soprattutto per la quota 100 delle pensioni e il reddito di cittadinanza) e la riduzione della spesa.

A Otto e Mezzo, incalzato dalla smania antigovernativa della Gruber, Cipolletta si è dimostrato fortemente critico nei confronti di Salvini, conformandosi alla tendenza del Gruppo Corriere della Sera – Cairo ed evitando di ragionare, invece, sugli effetti premianti della spesa per investimenti e sull’incremento della domanda interna, positivamente influenzata dal reddito di cittadinanza.

Sfugge abitualmente al dibattito l’esperienza nefasta del Governo Monti, che è riuscito con un colpo solo ad aumentare il debito pubblico di 13 punti (in poco più di un anno) e a ridurre la domanda interna, comprimendo le risorse finanziare destinate ai consumatori e danneggiando, così, l’intera economia nazionale. Non si ha memoria che Cipolletta e altri esponenti dell’establishment economico e finanziario abbiano, a suo tempo, espresso critiche nei confronti dei “rimedi” introdotti dal Governo Monti con il sostegno degli gnomi europei e del famoso spread, che contribuì ad archiviare il Governo Berlusconi in carica. E, d’altra parte, lo stesso Berlusconi e i suoi hanno parlato di colpo di Stato anni dopo, a mina disinnescata.

Il tema del debito pubblico e della spesa è molto più complesso di quanto pretendono la Gruber e i suoi ospiti abituali, alla cui schiera, questa volta, è stato iscritto anche l’ottimo tecnico aziendale Cipolletta.

 

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