Funzionaria anticorruzione indagata per corruzione

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E’ stata diffusa con una certa ironia la notizia che una ex funzionaria dell’Autorità Anticorruzione, sia indagata per attività illecita a sfondo corruttivo. Avrebbe agevolato una operatrice economica fornendo informazioni privilegiate, idonee a sperequare la concorrenza di settore. Le indagini sono in corso e deve essere dimostrata in dibattimento la effettiva illiceità penale del fatto imputato.

Tuttavia, non si può non notare, a prescindere dalla colpevolezza della persona indagata, che l’ipotesi del reato di corruzione non risparmia nessuno. Non ne traiamo alcuna soddisfazione, naturalmente, se non intellettuale, perché da tempo sosteniamo che l’agente provocatore è una ipotesi di legge soggetta, quanto meno, alla legittima perplessità sulla incorruttibilità della persona, e che altro è il sistema per snidare la corruzione.

Il caso che abbiamo riferito ci dà ragione. La persona è stata intercettata dalla Guardia di Finanza, presumibilmente su denuncia degli operatori economici sperequati dalle manovre illecite, quanto meno sul piano concorrenziale. Il fatto non è stato scoperto dall’Autorità Giudiziaria: come avrebbe potuto, se non per caso o per fatti connessi! È stato denunciato, diciamo presumibilmente, non disponendo noi di informazioni privilegiate, dagli imprenditori danneggiati dall’attività illecita.

In Italia, a distanza di tanti anni dalla introduzione della normativa Antitrust (quasi 30), non è ancora maturata una effettiva coscienza concorrenziale. Perché il Paese vive da sempre sul capitalismo di relazione, in banca, ad esempio, come si vede dalla massa imponente dei crediti deteriorati concessi agli amici, la cui ovvia “riconoscenza” non è considerata corruzione.

Non ci risulta, infatti, che i 300 miliardi di crediti deteriorati, sfuggiti al controllo e all’esecuzione delle banche finanziatrici, siano stati oggetto di indagini a fini di accertamento di fatti corruttivi. Né ci risulta che i grandi scandali finanziari, non pochi, siano stati indagati sulla base di questa ipotesi di reato. Per dire che spesso il Re è nudo, ma pochi se ne accorgono.

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