EMERGENZA RIFIUTI A ROMA. SCUOLE RIAPERTE MA L’EMERGENZA RESTA GRAVE

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Le scuole di Roma hanno riaperto i cancelli, come di consueto, dopo la pausa delle festività natalizie, nonostante la denuncia dei presidi romani, che nei giorni scorsi hanno messo in discussione la riapertura a causa dei rifiuti davanti a molti istituti della Capitale, per mancanza delle condizioni igienico sanitarie minime.

Se la ‘chiusura per rifiuti’ è stata sventata dunque, il merito è proprio dei dirigenti scolastici, che grazie alla denuncia ed alle numerose richieste (tutto è iniziato con una lettera-appello alla sindaca Raggi da parte del presidente dell’Associazione nazionale presidi, Mario Rusconi), hanno mobilitato l’opinione pubblica, riuscendo a sollecitare un intervento tempestivo da parte dell’AMA. La quale ha informato di aver raccolto, nelle ultime 48 ore, più di 5.900 tonnellate di rifiuti urbani residui, molte delle quali antistanti gli ingressi degli istituti scolastici.

L’emergenza però, non è finita,  ed è proprio Rusconi a far sapere che la “vigilanza da parte dei presidi continuerà, affinchè le situazioni incivili non si ripetano. Perché se ciò dovesse malauguratamente accadere ci rivolgeremo alle Asl, al ministero della Salute e, se necessario, alle autorità giudiziarie”.  Asl di Roma che, in ogni caso, hanno già provveduto a mobilitarsi, grazie all’intervento dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, per “verificare il rispetto delle condizioni di salubrità nei pressi di ospedali e scuole”.

La questione, come prevedibile,  è entrata subito nel dibattito politico, dal momento che il tema dei rifiuti è da tempo motivo di polemica tra amministrazione Raggi ed opposizioni, che la accusano di mala gestione e che subito hanno colto l’occasione per riaccendere la discussione in merito. A prendere le parti della Raggi, però, è intervenuta la ministra della Salute Grillo, che, per tutta risposta, ha puntato il dito contro la Regione Lazio, che “ da anni gestisce le politiche sui rifiuti in modo miope e insufficiente”.

Insomma, la solita gara a chi se ne lava prima le mani, a chi trova il colpevole ancora prima di aver risolto il problema. Quando ad aggravare la situazione rifiuti ci si era messo, lo scorso 11 dicembre, anche l’incendio del Tmb Salario, impiegato nel trattamento di 600 tonnellate di indifferenziata al giorno.

Di emergenza in emergenza, la cui gestione sta mettendo a dura prova la pazienza dei cittadini. Soprattutto quando a pagarne le spese è la salute dei più piccoli, molti dei quali, questa mattina, per entrare a scuola hanno dovuto farsi strada tra cumuli di immondizia.

 

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