Elezioni e proposte pericolose

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Con l’apertura della campagne elettorale  cominciamo ad assistere ad un proliferare di proposte. Molte sono una reiterazione di vecchi mantra che lasceranno il tempo che trovano,  altre giravolte di dogmi di pensiero politico, come quello dei MS5 sull’Euro. Ma alcune sono già la promessa di danni strutturali ed istituzionali.

 La proposta del Senatore Grasso sull’abolizione delle tasse universitarie è sintomatico della scarsa sua conoscenza del sistema universitario e del ruolo dell’Università in un progetto di crescita del Paese:

  1. L’abolizione delle tasse degli studenti è incompatibile con l’equilibrio di bilancio degli Atenei, nessuno escluso.
  2. Il risultato sarebbe solo quello di contrarre la voce sulle spese del personale  e di ridurre drasticamente i fondi per la ricerca negli Atenei.
  3. La concezione delle Università come superlicei è antistorica ed il sistema delle Università con gli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) dovrebbe avere invece una sua autonomia rispetto al Ministero della Istruzione.
  4. Per quanto riguarda un alleggerimento nei bilanci famigliari si deve invece pensare piuttosto ad una loro totale defiscalizzazione anche considerando di includere i costi aggiuntivi per i libri e i costi fuori sede che siano assolutamente tracciabili.

 Spiace che un personaggio di livello come il Senatore Grasso  affronti temi di grande rilevanza in maniera così superficiale.

 La proposta invece del Segretario della Lega on. Salvini  di abolire l’obbligatorietà dei vaccini  è una provocazione inaccettabile indegna di un Paese civile; assicurare ai genitori la verifica che la procedura vaccinale non comporti dei rischi è un dovere della Sanità Pubblica ma immettere in comunità delicate, quali asili e scuole elementari, persone non protette da patologie infettive trasmissibili è un rischio collettivo che nessuno ha il diritto/potere di assumere. Oltretutto la mancata vaccinazione, non giustificata da necessità oggettive, mette a rischio la libera circolazione dei Cittadini nella UE. Ed il primo dovere di un candidato alla guida del Paese  è quello di non seminare i germi del conflitto sulla Salute dei Cittadini  promuovendo regole basate su archetipi che la Società civile ha già da tempo risolto con molto buon senso basato su ineludibili certezze sul valore delle pratiche vaccinali.

 Ci aspettiamo che le promesse elettorali siano fatte in un criterio di compatibilità economica in un Paese che sta finalmente uscendo dal tunnel buio delle recessione e sulla regola per la quale la libertà di ciascuno sia  limitata da quella di chi è prossimo, in un confronto pacato su diritti e doveri.

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