I due Mattei occupano la scena della politica

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Il dibattito tra Matteo Renzi e Matteo Salvini a Porta a Porta ha confermato la nostra previsione che la scena politica italiana sarà condivisa a lungo dai due leader, entrambi capaci e ammaliati da sé stessi.

Il duello ha messo in evidenza le loro diverse caratteristiche personali, senza spostare sensibilmente la lancetta del gradimento nell’opinione pubblica. Sono piaciuti entrambi. Vespa si è accorto in diretta del risultato eccezionale di share della puntata e, visibilmente soddisfatto, ha concluso elogiando i contendenti.

Quindi, molto bene il contesto e le personalità. Meno bene il merito degli argomenti trattati dai due, che un po’ si sono punzecchiati e molto hanno indugiato su questioni volatili del presente e del passato, pur con continui richiami reciproci di volersi occupare, piuttosto, del futuro.

Nessuno dei due ha parlato di visione o, almeno, di prospettive del Paese, nel disordine crescente del mondo globalizzato, in cui la Cina conquista spazi crescenti con l’acquiescenza degli Stati Uniti. Purché, naturalmente, non siano insidiati gli alleati degli americani nel Pacifico, soprattutto Giappone e Corea del Sud. Così, si capisce molto meglio l’azione di disturbo introdotta nel dibattito geopolitico dalla Corea del Nord, in evidente combinazione con la tutela degli interessi cinesi nel mondo, che prevedono un’espansione progressiva, già molto avanzata, in Africa e in Europa.

Non è previsto un altro confronto a breve tra Mattei. La data dipenderà dalla durata del Governo Conte bis (sempre più in bilico) e dalla fissazione della prossima tornata elettorale, in cui i due Mattei – ci potete scommettere – la faranno da padroni, almeno a livello mediatico.

 

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