Draghi, ottimo esordio


L’esordio di Draghi in conferenza stampa da Primo Ministro è piaciuto. L’esposizione è stata chiara ed esauriente, e non si è sottratto alle domande, anche personali, del tipo se si sente all’altezza del compito e se farà l’AstraZeneca. Risposte: farò del suo meglio per non deludere; sì, farò l’AstraZeneca.

Molte le domande sulla campagna di vaccinazione, poche le domande politiche vere e proprie. La critica (meritata) alla Commissione europea per il flop sui vaccini non è mancata. Rispetto all’approvvigionamento, se la Commissione non rimedia, l’Italia farà da sola.

Sul debito, Draghi ha detto che non è il momento di pensarci e che, se l’Italia piange, gli altri grandi paesi europei, Germania compresa, non ridono. Sui suoi orientamenti di politica economica generale, che Draghi ha chiamato “vedute”, verrà il  momento di parlarne. Ora, il problema è l’emergenza.

Bisogna fare quello che serve per vaccinare la popolazione, nel rispetto delle categorie fragili, come però ancora non sta avvenendo, non in senso proprio. Non solo per gli sbadati che vengono vaccinati a loro insaputa. C’è la vasta popolazione dei settantenni, dei baby boomers, ancora largamente non vaccinata. Insomma, nel complesso, Draghi ha dato dimostrazione di essere una persona normale, con tante qualità, ma con qualche cosa da apprendere. E lo farà.

Ha dichiarato di essere uscito molto soddisfatto dalla riunione di consiglio dei ministri e di avere apprezzato le qualità dei suoi interlocutori, come se avesse tanto da imparare da loro.

Confessiamo di avere la curiosità (che non sarà mai soddisfatta) di assistere ad una riunione, oltre che per il merito della discussione, per valutare il grado di diversità intellettuale tra Draghi e i ministri bravi. Lasciamo perdere quelli meno bravi. Non crediamo che Draghi ne uscirebbe perdente.   

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