Draghi lavora al presente e al futuro


Negli anni del suo governatorato Mario Draghi è stato osservatore e consigliere della politica.

Nel nostro articolo di redazione del giugno 2006, dal titolo “La ricetta di Draghi e il silenzio della politica”, a commento della sua prima relazione annuale nel ruolo di governatore, abbiamo scritto: “L’impegno della politica, che il Governatore richiama di continuo nel corso dell’analisi e riassume nelle espressioni “consenso sul disegno del futuro, concordia sull’azione del presente”, non è eludibile. Rimane da chiarire se le espressioni possano esprimere una garbata indicazione per il governo di larghe intese che appassiona da qualche tempo alcuni esponenti della politica.

Propendo per l’interpretazione negativa, considerata la riluttanza del Governatore a impegnarsi direttamente nella politica di cui si professa consigliere autonomo e fidato. Almeno fin quando l’estensore non vorrà rendere nota l’interpretazione autentica”.

15 anni dopo, Draghi ha assunto la guida del governo di larghe intese ed è impegnato, con l’azione, nell’interpretazione autentica delle sue parole di allora. Ricordate di recente, quando ha sollecitato i giovani studenti a concentrarsi nell’azione del presente. Essendosi riservato evidentemente il disegno del futuro.

In piena coerenza con quanto dichiarato allora nella relazione, il governo ha intrapreso iniziative per la crescita, ma ancora non si è capito quale sia la finanza per lo sviluppo a cui sta lavorando. Le sirene intorno a Draghi sono sempre le stesse di allora, e infatti la musica non sembra cambiata.

Ci chiediamo se il disegno del futuro, nella sua interpretazione attualizzata, comprenda anche cuffie acustiche adeguate.   

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