Dietro le quinte della libertà di stampa


Il Presidente Mattarella è intervenuto sulla libertà di stampa nel corso di un incontro con le scolaresche e ha detto cose nobili, ad esempio che le opinioni contrapposte sono una occasione di riflessione. Concordiamo completamente.

Il Presidente non ha spiegato, però, cosa sia la libertà di stampa nella società contemporanea. Data la vastità della materia, ricorriamo ad una sintesi. Libertà di stampa è, prima di tutto, libertà di espressione, che è garantita, infatti, dalla Costituzione, e, poi, libertà di divulgazione, che non è garantita, di per sé, dalla Costituzione, ma è disciplinata da regole, consistenti in leggi, regolamenti e statuti, meritevoli di approfondimento per verificare la effettività della libertà di stampa.

La Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha citato, per dirne una, il giornalismo parlamentare, che ha rappresentato, nelle sue parole, un pilastro della democrazia liberale. Ebbene, l’accesso alle informazioni parlamentari, molto delicato, non è disciplinato dalla legge, ma dallo statuto della associazione Stampa Parlamentare, a cui sono iscritti ancora giornalisti ottuagenari e nonagenari, che non frequentano il Parlamento per motivi di età, ma fanno da tappo ai giovani giornalisti che vorrebbero partecipare al processo di informazione democratica e liberale, ma non sono ammessi nell’associazione, con motivi pretestuosi o addirittura senza motivo.

L’altra anomalia di sistema, ricordata da Di Maio, forse nel momento sbagliato, è la discrezionalità di esercizio del fondo per l’editoria. Nel corso degli anni, alcuni giornali hanno ricevuto milioni (che non sono sempre stati impiegati per la diffusione delle notizie), mentre altri, pur valorosi, non hanno avuto niente. Un po’ di trasparenza sul presente e sul passato non guasterebbe.

La parzialità, spacciata per opinione, è un altro grosso problema della “libera” stampa, che inquina il sistema informativo e influenza – illecitamente, sotto il profilo concorrenziale – il sistema economico. Noi abbiamo citato varie volte l’anomalia del Sole 24 Ore, sostanzialmente monopolista di settore, finanziato e informato dalla Confindustria, a svantaggio di altri giornali, esclusi, di fatto, dalla competizione, che è incorso in peculiarità gestionali gravissime, ma continua a pontificare, con pretese di scienza infusa, contro il Governo, contro i risparmiatori (giudicati incompetenti, e non truffati, da un recente rapporto), contro i deboli in genere, a favore delle cosiddette elite, considerate tali, non si capisce, se per censo o per quoziente intellettivo.

Non pretendiamo naturalmente di suggerire alcunché al Presidente Mattarella e alla Presidente Casellati, preparati, informati e dotati di staff invidiabili. Offriamo uno spaccato di realtà, che di solito sfugge alle analisi più scrupolose sull’attività della stampa.

 

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