Deep State a casa

Foto LaPresse - Marco Alpozzi26-09-2014 Torino, ItaliaCronacaUna due giorni di conferenze stampa a Roma e Milano per presentare le nuove partnership dell'agenzia stampa LaPresse con Reuters, Efe, Xinhua e Pa. All'annuncio dato dal presidente Marco Durante e dal direttore Antonio Di Rosa hanno risposto i maggiori quotidiani italiani. Da Ansa a La Stampa, da Repubblica al Corriere della Sera, al Sole 24 Ore ecco cosa dicono di noi.Photo LaPresse - Marco AlpozziSeptember 26, 2014 Torino, ItalyNewsLaPresse goes global with Reuters, Xinhua, EFE and PAWider coverage and diffusion, greater international visibility and added value are the contents of the agreement the multimedia agency LaPresse offers its four exceptional partners: Reuters, Xinhua, EFE and PA.

Noi sosteniamo da tempo che il Corriere della Sera ha adottato una linea antigovernativa oltre i limiti del consentito. Ora se ne sono accorti anche dalle parti del Governo, e in Parlamento è stata presentata una interrogazione sulla tecnica di disinformazione dei lettori che potrebbe avere influenzato (al rialzo) anche il famoso spread. Per poter dire che le banche sono costrette ad aumentare i tassi, per colpa del Governo, e che imprese e mutuatari così sanno chi devono ringraziare per l’aumento degli interessi.

Non è una disinformazione esclusiva del Corriere della Sera, perché altri giornali e vari talk show copiano per acquisire meriti in sede di Deep State (gli spezzoni della Pubblica Amministrazione che resiste all’azione governativa), ma il gruppo Cairo, che comprende anche La 7, è senz’altro il capofila della linea antigovernativa. Si è allineato, incredibilmente, anche Il Giornale, malgrado la ricorrente professione di senso patrio del direttore Sallusti.

Perché alleato del Deep State è, non da oggi, anche Berlusconi, con quel che rimane di Forza Italia, costituito da miracolati e  miracolate che, senza Berlusconi, dovranno tornare a casa. Purtroppo dopo tanti anni e tanti guasti procurati al Paese (alla stregua di Prodi e company), come gli elettori hanno certificato con il voto del 4 marzo 2018.

Ci auguriamo che l’interrogazione non rimanga lettera morta, che produca le conseguenze normali (legali) di un’attività contraria alla corretta informazione e agli interessi nazionali, e che il Governo, nella sua interezza, con il sostegno delle Istituzioni e dei cittadini, adempia il primo compito (doveroso) assegnato dagli elettori: far funzionare il Paese, licenziando i malfattori.

Noi denunciamo da anni malversazioni di alto livello, nel Deep State, che richiedono complicità diffuse, trasversali (non delle Istituzioni, ma delle persone che le incarnano), e continueremo a farlo, ma ci aspettiamo che, dal Governo e dalle Istituzioni, a cui, di volta in volta, ci rivolgiamo, venga la risposta politica e legale, prevista dall’ordinamento costituzionale italiano e richiesta dagli interessi nazionali.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*